Sono 29 gli interventi previsti dal Piano di rigenerazione sociale, sviluppo economico ed inclusione, per l’area di crisi di Taranto (che comprende oltre al comune capoluogo anche Crispiano, Massafra, Montemesola e Statte) previsto dal decreto legge 191 del 2015, che conteneva disposizioni urgenti per la cessione a terzi dei complessi aziendali del gruppo Ilva. Il Piano è finanziato attraverso risorse, pari a 30 milioni di euro, messe a disposizione e gestite da Ilva spa in amministrazione straordinaria.

(leggi anche https://www.corriereditaranto.it/2018/08/07/2dal-mise-30-milioni-per-area-crisi-industriale-taranto/)

I progetti sono stati illustrati oggi, nel corso di una conferenza stampa tenuta oggi nel nel Salone degli Stemmi  del Palazzo della Provincia, dal sindaco e presidente della Provincia di Taranto Rinaldo Melucci, gli assessori comunali ai Servizi Sociali, Sviluppo Economico e Cultura Gabriella Ficocelli, Fabrizio Manzulli e Fabiano Marti, dall’avv. Francesco Ardito, uno dei tre commissari di Ilva in As, i sindaci Fabrizio Quarto (Massafra) e Luca Lopomo (Crispiano), il consigliere provinciale Vito Punzi, e monsignor Gino Romanazzi delegato della Curia.  

Gli interventi si rivolgono a famiglie, giovani, minori, anziani, diversamente abili e imprese attraverso ristori e sostegni economici, servizi socio assistenziali, eventi e attività culturali, sostegni alle startup giovanili, laboratori formativi, riqualificazione di aree degradate e centri storici, ripristino e realizzazione di campi sportivi e valorizzazione di beni culturali.

Questo il quadro di ripartizione delle risorse: Taranto 20,5 milioni di euro, Crispiano 2,1 milioni, Massafra 4 milioni, Montemesola 900mila euro, Statte 2,5 milioni. Ad oggi sono stati impegnati complessivamente 6 milioni di euro per servizi socio assistenziali (648 unità di ascolto e supporto alle famiglie, 600 unità per socializzazione e supporto agli anziani, sostegno economico a un nucleo familiare, 300 minori assistiti), recupero di beni pubblici da destinare a fini sociali (2 immobili storici, 10 alloggi sociali, 4 impianti sportivi) e servizi incentivanti (38 vincitori per buoni abitativi, 52 beneficiari per bonus libri, 32 sostegni per avvio nuove attività, contributi a 502 tra imprese e operatori culturali). Il termine ultimo per l’attuazione degli interventi è il 31 dicembre 2024.

Il Comune di Taranto ha presentato 12 schede progettuali nell’ambito del piano di rigenerazione sociale per l’area di crisi. Le schede progettuali che riguardano Taranto sono: assistenza multisistemica ai minori (7,5 milioni); alloggio sociale di emergenza (500mila euro); progetto Silver society (760mila euro); progetto Long-term Care (750mila euro); progetto UniversiTaranto (3 milioni); progetto Amo Taranto (650mila euro); progetto Help Voucher (1,2 milioni); Progetto abitare (1.340mila euro); Market della solidarietà (700mila euro); piano Taranto contro il Covid (2,9 milioni); ampliamento Lab Pasticceria «Casa Circondariale Magli» (200mila euro); valorizzazione del patrimonio culturale e del capitale umano giovanile (1 milione).

“Questo piano è la traduzione pratica di una necessità – le parole del sindaco Rinaldo Melucci – ossia realizzare quella vicinanza operosa che ogni istituzione dovrebbe coltivare nei confronti dei cittadini, in particolare di quelli più fragili. È un piano nato durante la pandemia, quindi sicuramente destinato a chi è rimasto segnato da quell’esperienza, che si tratti di singoli cittadini o interi settori. È un piano che dimostra quanto le istituzioni locali siano capaci e fattive, lontane da quel modello di inefficienza che qualcuno, colpevolmente, tenta di veicolare per misero tornaconto politico e personale: in questi progetti c’è il valore di ogni singolo funzionario che si è speso affinché i soldi della comunità tornassero alla comunità in maniera equa e produttiva”.

“Con il contributo di tutti gli attori coinvolti – ha aggiunto l’assessore allo Sviluppo economico Innovazione e vicesindaco Manzulli – abbiamo prodotto un lavoro enorme, che impatterà sui bisogni di centinaia di cittadini. È la migliore risposta che potessimo offrire a chiunque preferisca la polemica alla sostanza, che in questo caso è un investimento che attiverà ulteriori benefici: non mero assistenzialismo, ma opportunità di riscatto per tutte quelle categorie fragili colpite dalla crisi. Dobbiamo ringraziare tutti, dai nostri dirigenti ai commissari, passando per ogni funzionario che ha tradotto delle indicazioni normative in progetti reali che contribuiranno ulteriormente a cambiare l’immagine della nostra terra”.

“In questo quadro di buona politica – ha concluso l’assessore alla Cultura e Spettacolo Marti – è desolante vedere come alcuni strumentalizzino a scapito di determinate categorie, come gli operatori culturali che, come e più di molti altri, hanno sofferto le conseguenze della pandemia e dell’assenza di un interlocutore politico a causa dello scioglimento anticipato. Tante associazioni hanno proseguito con le loro forze, regalando a Taranto una stagione estiva di tutto rispetto, ma appena ne abbiamo avuto la possibilità li abbiamo sostenuti, destinando loro due schede progettuali del piano per eventi completamente gratuiti. Invece di unirci come comunità intorno a questo risultato eccezionale, abbiamo assistito a uno spettacolo indegno, che ha danneggiato soprattutto l’immagine della città. Ma siamo più forti di qualsiasi polemica, perché ci ispira l’amore per la nostra terra e la voglia di cambiarne il racconto”.

“Su questo piano, su questo progetto, ci abbiamo lavorato tantissimo. Non siamo partiti dall’offerta ma dalla domanda. Noi tre commissari siamo andati dal vescovo, dal presidente del Tribunale dei minori, dal presidente del Tribunale ordinario, dal prefetto, dall’Asl, dalla direzione del carcere per capire quali erano i bisogni. Siamo partiti dal principio: dimmi che cosa vuoi”. E’ quanto ha detto Francesco Ardito, uno dei tre commissari di Ilva in As, intervenendo alla conferenza stampa odierna. “Eravamo talmente preoccupati – ha aggiunto Ardito – che questo piano lo abbiamo fatto visionare da tre saggi che sono fuori dal territorio, il Rettore dell’Università di Bergamo e altri due professori, chiedendo loro cosa ne pensavano. Abbiamo fatto una serie di riunioni. La volontà era veramente di fare qualcosa che venisse incontro alle esigenze di chi ha bisogno. L’altro aspetto di questo piano è che è ‘in progress‘. Noi eravamo consapevoli che quando saremmo partiti qualcosa non avrebbe funzionato, per questo ci riuniamo ogni tre-quattro mesi con sindaci e Ministero. Abbiamo avuto – ha precisato ancora il commissario di Ilva in As – anche due modifiche strutturali e devo dire che, nonostante lo scetticismo dei sindaci, il ministro ci ha risposto tempestivamente. Molte altre modifiche le abbiamo dovute fare perché è intervenuto il Covid ne abbiamo rimodulato l’impianto. Ma il presupposto è che gli obiettivi non si cambiano. Il piano rimane e non credo che nessuno lo toccherà mai nella sua sostanza“.

Qui sotto, le slide del Piano con le schede progettuali.

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