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Si è svolta ieri una lunga e prevedibilmente animata seduta del consiglio comunale, convocato in modalità question time per discutere mozioni e risoluzioni dei consiglieri comunali sui temi più vari, inerenti e non all’attività amministrativa in senso stretto.

E tuttavia, la notizia forse più rilevante della giornata arriva ad inizio seduta, durante il passaggio puramente formale della comunicazione degli assenti giustificati, allorquando viene comunicata l’assenza giustificata del sindaco Melucci. I consiglieri di opposizione sollevano, allora, il caso. Il primo cittadino, infatti, è assente per un impegno istituzionale, ma la natura di questo impegno scatena le rimostranze della minoranza. Si tratta, infatti, di una conferenza stampa convocata dallo stesso Melucci in concomitanza con il consiglio nella sala degli specchi di Palazzo di Città, esattamente un piano sotto in corrispondenza dell’aula consiliare.

L’episodio, su cui i consiglieri avanzano anche delle riserve di tipo regolamentare circa la liceità di giustificare l’assenza, genera tutto questo clamore soprattutto in quanto il primo cittadino è sistematicamente assente alle sedute di question time sin dalla scorsa consigliatura. Ciò ha generato anche forti intemperanze da parte del pubblico (in cui erano presenti alcuni lavoratori ex-Pasquinelli), fatto che ha costretto il presidente Bitetti a sospendere momentaneamente la seduta.

Mozione per la pace, solo Fratelli d’Italia vota contro («Si può approvare in chiesa»)

Esaurita la discussione sull’assenza del sindaco, tutti d’accordo, o quasi, sulla prima risoluzione, quella sulla guerra in Ucraina proposta da Gianni Liviano e sottoscritta da numerosi consiglieri, sia di maggioranza che di minoranza. Il testo, che chiedeva un maggiore impegno diplomatico per la risoluzione del conflitto senza armi, ha trovato consenso presso larga parte dell’assemblea. Perplessità sono state espresse (come in seguito su un’altra risoluzione a firma Liviano, quella sull’autonomia differenziata) dal consigliere Musillo, il quale ha accusato i colleghi firmatari di voler «perdere tempo» impegnando il Consiglio a discutere di temi di politica nazionale e internazionale su cui l’ente comunale non ha alcun potere reale. Ben più netta la presa di distanza di Fratelli d’Italia, che con il consigliere Vietri ha duramente criticato gli estensori della risoluzione, definita con disprezzo un testo «che si può approvare in chiesa». Due, infatti, i voti contrari alla mozione, per l’appunto quelli di Vietri e Toscano.

Stessa situazione per la mozione sulla “cittadinanza inclusiva”, a prima firma di Luca Contrario, che prevedeva di assegnare d’ufficio la cittadinanza onoraria del Comune di Taranto ai minori stranieri residenti a Taranto. Ancora il consigliere Vietri si è scagliato duramente contro questa proposta, accusandola di alimentare false speranze di ottenere una cittadinanza che, in base alla legge nazionale, non può essere concessa d’ufficio, ma dev’essere richiesta e «meritata».

Sportello anagrafe al Borgo, mozione bocciata

Tornando su questioni più locali, bocciata, invece, la mozione di opposizione (prima firmataria la consigliera Casula) che proponeva l’istituzione di uno sportello anagrafe al Borgo. Parimenti bocciata la mozione di opposizione, a prima firma di Francesco Battista (Prima l’Italia) di istituire un regolamento comunale per le nomine negli organismi di amministrazione, direzione e controllo delle partecipazioni del Comune di Taranto, che mirava a sottrarre queste norme al totale arbitrio della politica.

Ilva, maggioranza divisa e nulla di fatto

Discussione molto accesa, infine (come ampiamente prevedibile, peraltro) sul tema dello stabilimento siderurgico. Ben tre le risoluzioni di maggioranza presentate, fatto su cui le opposizioni non hanno mancato di far leva per sottolineare come vi siano divergenze di vedute su un tema così cruciale. La prima ad essere discussa è stata la proposta di risoluzione a firma del consigliere M5S Mario Odone, che chiedeva un accordo di programma per l’implementazione di forni elettrici e a idrogeno per ridurre l’impatto ambientale della produzione di acciaio. Bocciati, in ordine, prima un emendamento a firma di Massimo Battista che chiedeva la chiusura tout-court dello stabilimento e, in seguito, la proposta originaria, che ha raccolto un solo voto favorevole (fatto abbastanza sintomatico, essendo un testo proveniente, comunque, dai banchi della maggioranza). Non migliore fortuna ha avuto la proposta del consigliere Lenti, che non è stata nemmeno discussa, a seguito di una sospensione che avrebbe dovuto portare ad un testo unitario e che, invece, si è conclusa con il venir meno del numero legale e la fine della seduta.

Gli altri punti discussi

Discusse anche altre proposte, fra cui: iscrizione del cimitero San Brunone nella rete dei cimiteri monumentali, affidamento in house dei servizi comunali continuativi non straordinari, sicurezza sugli autobus dell’Amat.

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