La passione per il suo lavoro, gliela si legge immediatamente, non solo mentre ci parla della sua azienda, ma soprattutto quando ci accompagna a vedere gli alberi secolari di ulivo di una masseria acquistata nel 2014, in una vallata poco distante dal centro abitato di Montemesola.

Si tratta della Masseria del Visciolo, risalente al 1400, primo polo agricolo del feudo di Montemesola, appartenuta a famiglie nobiliari, che hanno costruito in età borbonica anche il Borgo ed il Palazzo Marchesale, su delega del re, per poter creare un borgo agricolo

Il suo sguardo, intriso d’amore, quando ci indica un ulivo che ha circa 600 anni di vita è il biglietto da visita di un giovane imprenditore agricolo di 27 anni, di nome Emmanuel Sanarica, che in appena due anni di attività con la sua produzione di nicchia (800/1000 bottiglie l’anno) di un particolare olio extravergine di oliva Evo di altissima qualità, l’Ulivè Grand Cru, sta ottenendo importanti riconoscimenti internazionali

Ha ottenuto, infatti, premi come miglior olio del mondo 2022 a Dubai, medaglia d’oro ai concorsi di Berlino e Tokyo, medaglia d’argento a Londra ed è entrato nella Selezione LODO, guida che raccoglie i migliori oli del mondo. 

Il Comune di Montemesola di recente gli ha riservato una benemerenza civica per evidenziare l’impegno di questo giovane olivicoltore che ha deciso di investire nella propria terra, anziché andarsene, come, purtroppo, fanno in tanti.  “Una bella soddisfazione, io e la mia famiglia siamo innamorati del nostro territorio altrimenti non avremmo fatto tutti questi investimenti – afferma fiero Emmanuel Sanarica – Ricevere un riconoscimento, rappresenta quella pacca sulla spalla che ci sprona a fare sempre meglio per riqualificare un territorio che pareva fosse destinato all’abbandono”.

La passione per la coltivazione dell’olivo è tramandata da quattro generazioni, in un territorio da sempre dedito alla produzione di olive e oli di qualità.“Ho ereditato da mio nonno i segreti della produzione artigiana di olio che in passato era un bene molto prezioso, veniva considerata la coltivazione dei Signori; chi possedeva un frantoio era una sorta di petroliere di oggi

Ho studiato enologia a Verona e poi tecnologia birraia a Perugia, sono mastro birraio ma l’amore per l’ulivo mi è sempre rimasto.Ho scelto di ritornare a Montemesola per mettere a disposizione le mie conoscenze, provenienti dal mondo della viticultura, per quanto riguarda ad esempio la gestione del suolo e le tecniche di lavorazione ad esso collegate. Sull’ulivo c’è poca ricerca, poca conoscenza e per la maggior parte, specie nel nostro territorio, legata alle vecchie praticate tramandate di generazione in generazione.”

L’azienda di Emmanuel Sanarica si estende su 80 ettari tra le colline della Murgia Tarantina, a circa 200 metri sul livello del mare. Il microclima della zona è influenzato positivamente dal Mar Piccolo di Taranto, distante pochi chilometri e visibile. Proprio l’Ulivè Grand Cru, viene creato da una selezione di olive che maturano in condizioni pedoclimatiche particolari.  Inoltre, il clima della vallata gode di una ventilazione pressoché costante e come temperatura ha tendenzialmente 2 -3 gradi in meno rispetto alle zone circostanti.

“Si registrano degli sbalzi di temperatura molto forti che ci permettono di spingere di più sull’aromaticità e intensità degli oli che otteniamo dalle nostre olive”, spiega Emmanuel – “Essendo una produzione di nicchia il nostro mercato di riferimento è molto ben definito e costituito da clienti, tra cui molti ristoratori, che vedono l’olio non come semplice condimento ma lo associano a un’esperienza sensoriale. In Italia il nostro prodotto è apprezzato soprattutto in Lombardia, Piemonte, Campania e Lazio mentre all’estero esportiamo in Francia, Belgio, Olanda e Germania.

L’olio si distingue non solo per le sue qualità uniche e il suo gusto particolare, ma anche per il design innovativo dell’involucro che lo contiene. “Il colore della bottiglia richiama quello dell’oliva quando la raccogliamo; un colore tra il verde e una particolare sfumatura di violaceo propria anche delle visciole, le amarene acide, che ci consente il richiamo al nome della Masseria. Questo duplice aspetto ci ha colpiti e dunque questa tonalità di  violaceo è diventato il colore aziendale e – grazie all’intuizione della mia compagna, che si occupa degli aspetti di marketing, lo abbiamo voluto associare all’azzurro mare dell’etichetta, fondendo, in questo storytelling, le caratteristiche del nostro territorio, l’ulivo dai 210 mt della collina di Montemesola che guarda verso il mar Piccolo di Taranto”.

La visione futura dell’azienda di Emmanuel Sanarica si dipanerà in due direzioni. La prima riguarda la ristrutturazione della masseria attingendo a dei fondi comunitari, in modo da trasformarla in una masseria sociale nell’ottica di un riavvicinamento della gente alla terra, attraverso anche l’allestimento di orticelli didattici, il recupero attraverso il reinnesto degli alberi pluricentenari, un itinerario di passeggiate tra i colli.

Il secondo obiettivo punta a chiudere la filiera, dalla raccolta al prodotto finale, dotandosi di un frantoio aziendale (ora su precise indicazioni tecniche l’olio viene estratto in frantoi esterni), che prevedrà la creazione anche di una linea più economica di olio extravergine di qualità altissima certificata da vendere alle famiglie.

Dal 20 al 24 febbraio, Emmanuel con la sua azienda parteciperà a Dubai al ‘Gulfood’ 2023, il più grande salone specializzato in Medio Oriente per l’industria alimentare.

Per raggiungere degli obiettivi ci vuole un pizzico di follia e tanta lungimiranza”, conclude Emmanuel che il suo futuro già se lo immagina immerso nelle vallate di Montemesola tra gli ulivi che tanto ama, orgoglioso di essere partito per formarsi e di essere ritornato per credere ed investire nella sua terra.

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