In una lettera congiunta inviata al sindaco Melucci, all’ assessore al ramo Manzulli, al presidente della Commissione delle AA.PP. Lo Muzio, e al presidente del Consiglio comunale Bitetti, i massimi rappresentati di  Confesercenti, Casaimpresa e Confartigianato chiedono che venga differita la discussione e l’approvazione del Documento Strategico del Commercio prevista per lunedì in Consiglio comunale a Taranto.

Un documento, si legge in una nota, che a loro parere, non è rispondente alle reali esigenze, in quanto non rispetta alcune norme regionali, e inoltre  non è frutto di confronto e condivisione con le associazioni che conoscono perfettamente il contesto cittadino ed i bisogni del commercio locale.

Già lo scorso agosto le Associazioni di categoria inviarono una missiva all’amministrazione comunale al fine di chiedere di esaminare nel dettaglio la situazione del commercio tarantino, ed in particolare la distribuzione degli spazi a disposizione tra negozi di vicinato, che generalmente occupano locali non troppo estesi, e quelli di medie e grandi dimensioni, che quindi hanno bisogno di superfici più ampie.

Nel documento, si metteva in evidenza come nella bozza del Documento strategico del commercio esaminata non fossero soddisfatti appunto i cosiddetti “Contenuti Minimi” indicati all’art.12 della L.R. 24/2015 “Codice del Commercio” ed agli articoli 11/12/13 e 14 del Regolamento Regionale 11/2018 (“Requisiti e procedure per l’insediamento di medie e grandi strutture di vendita e strumenti di programmazione”).
Mancano interventi mirati a sostenere il commercio cittadino, soprattutto quello che insiste su parti del territorio interessate dal triste fenomeno della desertificazione (vedi via Mazzini, via Principe Amedeo per citare solo alcune vie), o a favorire la nascita di nuove attività (esempio in città vecchia). Altra mancanza deriva dall’assenza di regolamentazione dei pubblici esercizi: viene totalmente omesso quanto previsto dall’art. 39 comma 1 della legge 24/2015.
Secondo noi quindi, per completare l’analisi e renderla veritiera, andavano considerati una serie di aspetti, e andavano fatti determinati passaggi che evidentemente sono stati bypassati, così come del resto, lo ribadiamo, richiede le legge regionale.

“Nel caso in cui l’amministrazione comunale dovesse proseguire con atteggiamento di indifferenza nei confronti delle richieste delle associazioni, e quindi mantenere la data di lunedì per la discussione e l’approvazione del punto 7 all’o.d.g. del Consiglio, si andrebbe inevitabilmente  incontro ad una incontrollata crescita delle medio-grandi superfici nelle aree periferiche (già largamente presenti), ad un ulteriore indebolimento delle aree commerciali urbane (Borgo, Battisti, Liguria, Tamburi) e ad un allontanamento della speranza di crescita dell’offerta commerciale in città vecchia – proseguono nella nota le Associazioni di categoria- . Auspichiamo quindi, nel comune interesse di agevolare un settore in grande affanno, che l’amministrazione comunale dimostri una sensibilità tale da voler raccogliere le nostre istanze e non  penalizzare ulteriormente un settore economico strategico per la città, in cui operano migliaia di piccole e medie imprese ed ancor più lavoratori, in un contesto di recente descritto dal quotidiano Sole24Ore come drammatico per la grave flessione del potere d’acquisto dei tarantini”.

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