L’associazione Indotto AdI E General Industries, attraverso il presidente Fabio Greco, torna ad intervenire sulle polemiche che hanno riguardato la nascita della nuova associazione. Che vuol essere “apolitica, apartitica, ispirata a principi di democrazia e di pari opportunità. Essa è regolarmente iscritta, non si equipara e non appoggia nessuno, se non i portatori del nostro stesso scopo: si puntualizza per l’ennesima volta tale punto a scanso di equivoci. Inoltre, nonostante Acciaierie d’Italia, lavorativamente parlando, sia la seconda casa di ogni consociato, si comunica che l’associazione ha come unica sede la seguente in via Berardi, 89 a Taranto”.
“Orbene, detto ciò, in qualità di Presidente e a nome di tutti, vorrei esprimere un pensiero in merito alle critiche sollevate in questi giorni. Non è nostra volontà arrivare a conclusioni affrettate, ma l’Indotto di Taranto non può permettersi un’ulteriore Amministrazione Straordinaria. Occorre tutelare una parte, quella più altamente specializzata per salvaguardare l’economia di questa città – afferma il presidente Greco -. Mi spiace leggere certe affermazioni da parte di alcuni sindacati, ma comprendo le preoccupazioni e a tal riguardo non si avanzerà nessuna polemica. A tal proposito, si coglie l’occasione per precisare che noi consociati di questa Associazione, siamo innanzitutto padri di famiglia e in quanto tali, non è assolutamente nostra intenzione “utilizzare i lavoratori come scudi umani”. Anzi al contrario: invito tutti i sindacati ad un confronto diretto e costruttivo, al fine di salvaguardare l’obiettivo comune, seppur visto con ottiche diverse: investimenti immediati per la tutela dell’ambiente; lo sblocco delle commesse che consentirebbe la stabilità di tutti i lavoratori delle imprese. Per farlo occorre serenità, collaborazione e soprattutto condivisione degli stessi obiettivi per poter ripartire”.
“A sostegno di quanto ribadito qui sopra; essere apartitici, apolitici, non vuol dire non voler mantenere saldi i rapporti con l’attuale governance e/o con la politica. L’uscita da parte dell’Indotto da Confindustria, non ha interrotto i rapporti con gli esponenti locali e regionali con il sindaco Rinaldo Melucci e il presidente Michele Emiliano e resta invariata la stima e la massima fiducia che noi tutti consociati abbiamo sempre riposto in loro” conclude il presidente Greco.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2023/01/26/indotto-ilva-in-52-lasciano-confindustria/)
Caro Sig. Greco e cari associati della
Associazione INDOTTO ADI e GENERAL INDUSTRIES,
cosa farete quando Vi terranno fuori da ogni discussione?
O meglio quando le decisioni più importanti verranno
prese in VS assenza, Perché non avete alcun titolo di rappresentanza?
Hanno titolo a presentarsi al tavolo di concertazione per
la soluzione della crisi ADI le seguenti figure istituzionali:
-I Sindacati nazionali CISL CGIL UIL UGL e USB
se hanno delegati sindacali nei vari siti produttivi;
-Comune di Taranto e Provincia di Taranto;
-Regione Puglia ed ARPA Puglia;
-Confindustria Nazionale e Confindustria Taranto;
-Il Ministro Urso per il MISE e per il Governo;
-INVITALIA;
-Il Dott. Bernabè per ADI Holding SPA;
-La Dott.ssa Morselli per ADI SPA.
Restate esclusi Voi, la Magistratura, i parlamentari jonici
compreso il Dott. Turco, gli ambientalisti e la galassia
di associazioni create negli anni a vario titolo.
Quindi saranno gli altri a decidere anche per Voi.
L’unico modo per partecipare è Confindustria.
Fatevene una ragione e cercate di creare un fronte comune
che rappresenti le Vs istanze e le istanze degli industriali
rimasti in Confindustria Taranto.
Saluti
Giulio Vecchione