Per l’Ospedale San Cataldo di Taranto si resta in attesa dell’ok dal Nucleo di valutazione ministeriale per lo sblocco dei 105 milioni di euro (ex art. 20 delibera Cipe), utili per procedere con l’aggiudicazione delle gare bloccate per mancanza di risorse. E’ oramai certo che sarà impossibile che i lavori termineranno entro il 31 luglio 2023 (ultima data prorogata dopo quelle del 24 gennaio 2022, 2 maggio2022, 10 agosto 2022, 18 novembre 2022) e come al momento non sia possibile stabilire un’altra data.

Questo perché alla Asl di Taranto manca la disponibilità di competenza di almeno 105 milioni necessari per arredi, attrezzature e perciò non è possibile aggiudicare le relative gare, generando la mancata conoscenza delle specifiche tecniche delle attrezzature e quindi bloccando la realizzazione di almeno il 15 per cento delle lavorazioni edili. In alternativa da più parti è stata avanzata la richiesta che sia la Regione Puglia ad anticipare le somme mancanti.

Dunque, non si sa quando i lavori finiranno. Si segnala che l’opera è stata contrattualizzata per un costo complessivo di euro 125.070.627,74, oggi lievitato a euro 146.580.075,88.

Per questi motivi, ed anche per la situazione riguardanti il nuovo ospedale Monopoli-Fasano (che doveva essere pronto ad aprile e i cui costi sono notevolmente lievitati), il nuovo ospedale di Andria (manca alla Asl la disponibilità almeno per competenza di euro 150 milioni, utili a integrare la prima previsione di spesa pari a euro 100 milioni), il nuovo ospedale Maglie-Melpignano (anche qui costi lievitati e ritardo sul fine lavori) e il nuovo ospedale del Nord barese (allo stato non è possibile pubblicare la gara per la progettazione poiché la Regione non ha ancora deliberato la disponibilità della quota di cofinanziamento), i consiglieri regionali di Azione Fabiano Amati, Sergio Clemente e Ruggiero Mennea dichiarano che “la costruzione dei nuovi ospedali si muove tra ritardi e qualche magagna. Stiamo preparando un rapporto per la Corte dei conti e l’ANAC, perché governare una regione significa occuparsi in prevalenza di salute. È triste vedere cantieri che stentano mentre le persone muoiono per mancanza di strutture in grado di curare le malattie tempo-dipendenti, nei tempi di letteratura, e quelle di alta complessità”.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2023/01/16/san-cataldo-iter-da-velocizzare/)

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