Un rigore, ancora un altro, molto generoso, spiana la strada al successo per 2-0 del Foggia su un Taranto che, però, non può solo recriminare sugli eventi esterni ma che deve farsi un esame di coscienza su come affronta tutte le partite. Che si giochi in trasferta oppure in casa, questa squadra non è in grado di costruire gioco, di offrire una manovra offensiva fluida, con il risultato che nell’area di rigore avversaria ci arriva poco o nulla. E non è solo una questione di attaccanti, giunti in quantità dal mercato di riparazione, ma anche di come questi sono assistiti mancando in modo lampante un uomo da ultimo passaggio alle loro spalle.

Fatto sta che il Taranto resta a secco di reti e di vittorie da ormai sei partite consecutive (4 pareggi e 2 sconfitte) e non c’è da essere allegri sebbene la classifica non sia preoccupante.

PRIMO TEMPO

Senza Romano e Tommasini mister Capuano schiera dal primo minuto in difesa Sciacca, appena prelevato proprio dal Foggia al posto di Evangelisti e Semprini punta centrale. A centrocampo fuori Labriola per scelta tecnica e dentro Diaby “rischiato” nell’undici iniziale dopo una serie di guai fisici.Questa la formazione schierata (3-5-2):Vannucchi in porta, Sciacca, Antonini e Formiconi in difesa, Mastromonaco –  Diaby – Mazza, Crecco e Ferrara a centrocampo, Bifulco e Semprini in attacco.

Il Foggia costringe sin dai primi minuti di gara il Taranto nella propria metà campo ma non è certo una novità per questa stagione vedere una squadra jonica più intenta al contenimento che a fare gioco. Rossoneri pericolosi al 15’ con una veloce combinazione offensiva che con tre passaggi porta al tiro Ogunseye che trova un ottimo tempo di inserimento ma non una conclusione efficace (termina a lato di parecchio). Al 24’ un’apparentemente innocua punizione di Schenetti costringe Vannucchi alla respinta. Al 37’ in un ribaltamento di fronte, con il Taranto colpevolmente scoperto, il Foggia porta davanti alla porta avversaria Peralta che incoccia in Antonini con l’arbitro che troppo generosamente concede un calcio di rigore che lo stesso giocatore rossonero trasforma di sinistro circa due minuti più tardi (vibranti le proteste di capitan Ferrara, ammonito, e compagni).

Il Taranto è nullo dal punto di vista offensivo ed a centrocampo non ha personalità per imbastire una manovra fluida. Al 45’, ancora con una veloce combinazione d’attacco, il Foggia raddoppia; cross in area di rigore, assist di testa di Ogunseye per l’accorrente, dalla destra, Garattoni che fulmina Vannucchi con un diagonale eludendo la marcatura Antonini e Sciacca.

SECONDO TEMPO

Mister Capuano vista la scarsa personalità del suo centrocampo lancia subito in campo due presunti pensatori come Provenzano e Labriola per Mastromonaco e Diaby. Ma è sempre il Foggia ad essere pungente e ad arrivare al tiro, prima al 50’ con un improvviso sinistro dalla distanza di Petterman, teso ma centrale, respinto di pugni da Vannucchi e poi al 62’ con l’incontenibile Ogunseye che in girata di sinistro sfiora l’incrocio dei pali. Al 69’ si vede anche il Taranto con un bel taglio di Labriola che pesca Bifulco che perde l’attimo fatale in area di rigore e si fa anticipare la conclusione da un difensore foggiano.

Al 72’ esordio di Boccadamo che rileva Mazza (mai visto palla) e contemporaneamente, per una “francata” di minutaggio, entra Evangelisti (under) per Formiconi. Il Taranto conquista metri e trova finalmente una conclusione nello specchio della porta con un bel destro di contro balzo dalla distanza di Labriola che costringe il portiere del Foggia Nobile ad una bella parata con la sfera che termina in calcio d’angolo. Tutto qui, gara in archivio con i padroni di casa in grado di gestirla sino alla fine del tempo di recupero.

 

 

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