La Quinta Sezione della Corte di Cassazione ha condannato in via definitiva a nove mesi di reclusione Franco Rizzo (ed al pagamento delle spese processuali pari a tremila euro) con sentenza n.37618 dell’1 febbraio, coordinatore provinciale Usb di Taranto e da novembre eletto nell’Esecutivo Confederale Usb.
La condanna arrivò in primo grado (con sentenza emessa il 29 giugno 2021) non solo per Rizzo, anche per Damiano Novellino, Fabio Principale e Vincenzo Mercurio (per gli ultimi due la pena fu sospesa, quella sera era presente anche Marco Zanframundo che però risultò irreperibile, sembra perché residente a Malta la cui posizione venne stralciata; sempre quest’ultimo venne licenziato il 3 settembre 2013 dall’Ilva per violazioni in materia di sicurezza). Poi Rizzo venne condannato anche in Appello (con sentenza emessa il 4 maggio 2022).
I reati di cui sono stati accusati gli imputati, si sono estinti per tutti per intervenuta prescrizione il 15 settembre 2021, tranne che per Rizzo che ha rinunciato alla stessa per fare ricorso contro la sentenza di condanna in Cassazione.
La vicenda riguarda la violenta aggressione avvenuta la sera del 1 ottobre 2013 ai danni di Lorenzo Semeraro: un vero e proprio agguato, secondo quanto stabilito dai giudici di primo e secondo grado, messo in atto dai protagonisti della vicenda che “in concorso tra loro, aggredirono per futili e abietti motivi con calci e pugni” quello che per loro non era più un collega dell’Usb. Provocandogli lesioni personali consistite nelle frattura delle ossa nasali, una frattura blo-out all’occhio sinistro, un trauma contusivo ecchimotico escoriato gengive-labiale, una lieve contusione al fianco sinistro, guaribili in 30 giorni.
Sempre secondo i giudici gli imputati “dopo essersi accordati tra loro per stabilire il luogo dell’agguato”, in particolar modo Rizzo, Novellino e Mercurio “sferravano schiaffi e pugni al volto, al capo e al busto del Semeraro, impedendogli di scendere dalla vettura e in ultimo sferrandogli un calcio al fianco destro”.