Anche nel 2022, come ampiamente previsto, il porto di Taranto ha registrato un calo delle attività, per quanto riguarda i carichi movimentati.
Lo scorso anno lo scalo portuale ionico ha movimentato 14,6 milioni di tonnellate di merci, con una flessione del -16,9% sul 2021 ma con diminuzioni anche sul dato totale del 2020 (-7,6%) e su quello dell’anno pre-pandemia del 2019 (-19,6%). In calo sia le merci allo sbarco che sono ammontate a 8,3 milioni di tonnellate (rispettivamente -15,3%, -0,2% e -19,4%) sia quelle all’imbarco attestatesi a 6,3 milioni di tonnellate (-18,9%, 15,9% e -19,8%).
E non deve trarre in inganno il dato positivo relativo al traffico dei container (TEU): nell’intero 2022 il traffico containerizzato è stato di sole 284mila tonnellate per un +93,4% sul 2021 e +396,4% sul 2020, per una movimentazione totale pari a 29.825 teu (+151,9% e +441,1%). Il perché è presto detto: questa attività era infatti ferma dal 2014, anno in cui la compagnia taiwanese Evergreen lasciò la gestione del terminal container che gestiva astrava la Taranto Container Terminal (TCT). Ma questi dati certificano come la gestione della holding turca Yilport tramite la società San Cataldo Container Terminal (SCCT), che ha avuto in concessione per 49 anni il terminal nel 2019, non sia ancora di fatto partita.
In calo anche le altre merci varie che hanno totalizzato 2,8 milioni di tonnellate (-16,7%, -11,3% e -39,4%) così come le rinfuse solide che riguardano in particolare le attività del siderurgico con 7,9 milioni di tonnellate (-11,5%, -4,2% e -13,4%) e le rinfuse liquide legate principalmente alla raffineria Eni con oltre 3,5 milioni di tonnellate (-16,6%, -17,0% e -18,3%).
La speranza è che il 2023 possa essere l’anno della vera ripartenza. Qualcosa si è iniziato ad intravedere, con gli scali dei giorni della nave Kalipso del gruppo italiano Rif Line con quartier generale di stanza a Genova, e con la prima partenza di un treno merci dal molo polisettoriale ha visto protagonista l’operatore ferroviario è GTS Rail in collaborazione con Mercitalia Shunting & Terminal, che ha coperto la tratta Bari-Taranto. Da segnalare anche l’attività dell’impresa ferroviaria Ferrotramviaria che ha trasportato 20 vagoni (convoglio lungo 510 metri) diretti a Falconara nelle Marche consentendo al carico di arrivare a destinazione in 10-12 ore rispetto all’alternativa del feeder via mare che avrebbero richiesto un paio di giorni, con un secondo treno partito per Padova e un terzo per Bologna. A dimostrazione di come la logistica del porto di Taranto abbia pochi eguali in Italia.
Come detto però, quello che ci si aspetta è una partenza vera del terminal container, un piano industriale chiaro e il lento ma progressivo rientro di tutti i lavoratori ex TCT. Staremo a vedere.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2023/01/24/porto-partono-le-attivita-del-terminal/)
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