| --° Taranto

Domani il presidente di Acciaierie d’Italia, Franco Bernabé, incontrerà a Taranto il sindaco e presidente della provincia Rinaldo Melucci e il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano. Al centro del vertice a tre un confronto sull’Accordo di Programma richiesta dal comune e dalla Regione e caldeggiato dal ministro delle imprese e del Made in Italy Adolfo Urso durante l’incontro romano dello scorso 19 gennaio. Sembrerebbe che sia stato proprio quest’ultimo a chiedere al presidente di Acciaierie d’Italia di incontrare i due esponenti politici, per affrontare le varie problematiche legate alla vertenza del siderurgico tarantino. Stando a quanto affermò il ministro nell’incontro del 19 gennaio, l’obiettivo di definire un accordo di programma per la riconversione industriale ed ambientale del polo siderurgico e dell’area di Taranto comprensiva del porto, del polo logistico e di altri insediamenti industriali.

Lo strumento dell’Accordo di Programma, avversato dalle organizzazioni sindacali che vorrebbero prima di tutto discutere del piano industriale, occupazionale ed ambientale, è ancora in fase prettamente embrionale, e dovrebbe rientrare in una discussione più complessiva tarata sul reale futuro produttivo del siderurgico, la cui transizione impiantistica comporterà nel tempo, previsto in un arco temporale pari almeno ad un decennio, l’inevitabile conseguenza che risponde al nome di esuberi strutturali. Che i sindacati vogliono evitare ad ogni costo, e con le istituzioni chiamate a pensare e proporre soluzioni realistiche in un territorio colpito da tanti anni da disoccupazione e vertenze lavorative ancora irrisolte e di gran lunga meno complesse rispetto a quella dell’ex Ilva.

Quasi certamente si tratterà di un incontro informale, anche per comprendere le reali intenzioni del Comune e della Regione che continuano a cambiare idea e prospettive sul futuro del siderurgico, finendo per generare soltanto altra confusione. Staremo a vedere.

(leggi l’articolo sull’ultima audizione di Benrabè in Senato https://www.corriereditaranto.it/2023/01/31/situazione-ilva-complessa-ma-via-duscita-ce-4/)

2 risposte

  1. Vedremo quale favola ci racconterà visto che sul tavolo non esiste nessun piano alternativo almeno per il prossimo ventennio . Nelle migliori delle ipotesi tutto resterebbe come tale cioè con risicata produzione dell’acciaio primario per contenere l’ inquinamento in alternativa dovremmo accontentarci di una seconda Bagnoli.

  2. “A LAVARE LA TESTA AGLI ASINI
    SI PERDE TEMPO, ACQUA E SAPONE”.
    Caro Dott. Bernabè è tempo perso
    discutere con chi è contrario a tutto
    a prescindere.
    Concentrate le Vs risorse verso coloro
    che vogliono ascoltarVi.
    Saluti
    Giulio Vecchione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *