È trascorsa una settimana dall’ultima diatriba politica di Palazzo di Città. I dissapori tra il primo cittadino Rinaldo Melucci e il Movimento 5 Stelle, sembrerebbero stati sorpassati grazie all’intesa (ritrovata?) con il senatore Mario Turco e l’onorevole Leonardo Donno, con la mediazione del governatore Michele Emiliano.
Lo scorso 4 febbraio, infatti, il vicepresidente del Movimento 5 Stelle e braccio destro dell’ex premier Giuseppe Conte ed il governatore rilasciarono alcune dichiarazioni che fugavano ogni dubbio sull’armonia ritrovata e sulle eventuali possibili entrate in maggioranza. https://www.corriereditaranto.it/2023/02/04/melucci-m5s-strappo-ricucito-8/
L’unico che non ha rilasciato dichiarazioni in merito è stato il sindaco Melucci. Il primo cittadino, che ha sempre avuto un discreto rapporto con la stampa, stavolta ha preferito evitare qualsiasi intervento. E a distanza di una settimana, ancora non ha proferito verbo.
Ciò nonostante, alcune voci di corridoio confermano che Melucci ritornerà sui suoi passi, riprendendo il percorso politico insieme ai pentastellati. Così come si vocifera anche che la delega assessorile possa essere conferita ad un’altra pentastellata, che alle politiche di settembre è stata in lizza per la Camera dei deputati risultando però non eletta (Annagrazia Angolano).
Dunque, se il sindaco dovesse tornare davvero su sui passi, per quanto tempo ancora potrà reggere questa alleanza? Ricordiamo che nel 2025 si giocherà una partita politica importante: le elezioni regionali. E tra i papabili candidati spiccherebbero il sindaco di Bari, Antonio Decaro (Partito Democratico) e il senatore Mario Turco (M5S). Decaro, che non potrà ricandidarsi come primo cittadino del capoluogo e uomo molto vicino al Terzo polo che fino a qualche settimana fa, si vociferava stesse intessendo rapporti con il sindaco Melucci, è stato in realtà proposto dal governatore Emiliano.
Se così fosse, questo sodalizio non incontrerebbe i favori del presidente Emiliano che proprio sabato scorso chiarì che in Puglia mai e poi mai Azione e Italia Viva avrebbero potuto far parte di una maggioranza di governo e che senz’altro lui non l’appoggerebbe in nessun caso. Lasciando intendere che in tal caso supporterebbe l’eventuale candidato del Movimento 5 Stelle, altro partito con cui un’alleanza con il Terzo polo è da escludere a priori. Lo stesso Emiliano, sempre sabato scorso, ha poi aperto alla possibilità di ricandidarsi al terzo mandato consecutivo (anche se in molti lo danno in corsa per le politiche europee del 2024): “Lo dico chiaro, indipendentemente dal futuro dei singoli. Non appoggerei mai una maggioranza di governo alla Regione Puglia che dovesse comprendere Azione e Italia Viva. Questo sia che io faccia il candidato presidente, sia che non lo faccia”.
Ipotesi a cui ha aperto anche giovedì durante il vertice di maggioranza: la norma ancora non c’è; ma in questi mesi sul tavolo della politica nazionale è al vaglio l’ipotesi di ammettere un terzo mandato per le città metropolitane, i Comuni, e quindi le Regioni. Questo vorrebbe dire togliere il limite dei dieci anni. Insomma, la partita è apertissima anche perché in ballo ci sono gli equilibri interni del centrosinistra pugliese. In questa partita, ci si chiede quale posizione assumerà il sindaco Melucci: da che parte sceglierà stare? Forse, questo silenzio è sinonimo di profonda riflessione. Di ragionare chi sostenere e in che modalità. Ha un anno e mezzo di tempo per farcelo sapere.
Intanto, dal palazzo
La consigliera Fatbardha Bianca Boshnjaku è il nuovo capogruppo del Pd in consiglio comunale. Dalla nota stampa di apprende che “è stata scelta la guida di una donna in nome del rinnovamento che il partito ionico ha avviato”.
Anzichè parlare di necessità di inserire una donna, sarebbe stato forse più opportuno valorizzare il valore della consigliera dem. Il partito democratico parla di “rinnovamento” per poi di fatto rimanere sempre sulle stesse posizioni.