Il consiglio di amministrazione di Acciaierie d’Italia, riunitosi quest’oggi sotto la presidenza di Franco Bernabè, ha approvato il contratto di finanziamento con Invitalia, come previsto alla vigilia dell’assemblea. Si tratta dei 680 milioni di euro che dovrebbero consentire all’ex Ilva, almeno stando a quanto dichiarato dalla società in queste settimane, di far ripartire la produzione e di saldare, almeno in parte, alcune importanti partite debitorie aperte a causa dell’innalzamento nel 2022 dei costi dell’energia (con Eni e Snam che vantano arretrati superiori a 600 milioni di euro per la fornitura di gas) e imprese dell’indotto che attendono il pagamento di fatture scadute per almeno 100 milioni di euro, oltre ad attendere la ripresa dei cantieri e degli ordini stoppati dalla società lo scorso 14 novembre proprio a causa della crisi di liquidità.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2023/02/11/taranto-avra-i-forni-elettrici/)

Invitalia aveva ottenuto l’ok dal Mef già lo scorso 2 febbraio, è quindi pronta ad erogare ad AdI i 680 milioni su cui, a differenza di quanto diffuso nei giorni scorsi da alcuni articoli di stampa (in primis il Messaggero) non ci sarebbe un problema di tasso di interesse e su cui Invitalia non avrebbe mai preteso alcun interesse, stando a fonti vicine al dossier. Anche perché il finanziamento in conto aumento capitale perderebbe, qualora vedesse l’applicazione degli interessi a condizioni di mercato pari al 7%, la finalità di rafforzamento patrimoniale con cui è stato pensato.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2023/01/31/situazione-ilva-complessa-ma-via-duscita-ce-4/)

Adesso si attende la conversione in legge del decreto approvato lo scorso 28 dicembre dal governo: da domani infatti comincerà in commissione Industria del Senato l’esame dell’ammissibilità dei vari emendamenti presentati, dopo aver terminato il lungo ciclo delle audizioni. Dopo di che il testo approderà in Aula al Senato per il voto per poi approdare alla Camera per l’approvazione definitiva, visto che la conversione in legge del decreto dovrà avvenire entro il 6 marzo prossimo.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2023/02/12/ex-ilva-fabbrica-al-collasso/)

One Response

  1. Buongiorno
    Finalmente una buona notizia.
    Oggi stanno per arrivare i soldi che
    sarebbero dovuti arrivare il 31-05-2022.
    Quando lo Stato non rispetta gli accordi,
    sono i cittadini che ne pagano le conseguenze.
    Intanto abbiamo perso 7 mesi dietro
    tutte le illazioni possibili ed immaginabili.
    Ed Intanto le ditte dell’indotto hanno trascorso
    un periodo di agonia finanziaria tale da uccidere
    anche i migliori.
    Mi rivolgo al Governo ed al Ministro Urso.
    Ciò che serve è sapere cosa fare e farlo con
    tempestività.
    Saluti
    Giulio Vecchione

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *