Ottant’anni addietro (esattamente il 12 febbraio del 1943) l’Immacolata fu proclamata patrona principale della città assieme a San Cataldo grazie all’allora arcivescovo mons. Ferdinando Bernardi. Questo, in ringraziamento alla Beata Vergine per aver protetto Taranto durante il conflitto bellico. Infatti, nonostante fosse uno dei più importanti obiettivi militari, in città non si registrarono grandi perdite di vite umane tra la popolazione civile. In ricordo di ciò il presule fece anche murare una lapide nella chiesa di San Michele, in via Duomo, fino a qualche anno fa sede del venerato simulacro mariano, ora in cattedrale. La chiesa è infatti in attesa di restauri da parte del Sovrano Ordine di Malta, cui è affidata.
La proclamazione a patrona di Taranto sarà ricordata nel triduo votivo penitenziale in onore dell’Immacolata, a cura della omonima confraternita, che si terrà nel santuario della Madonna della Salute, in Città vecchia da venerdì 17 a domenica 19 febbraio. Questa funzione fu istituita nel 1743 dall’allora sindaco Scipione Marrese per ringraziare l’Immacolata d’aver salvato la città dal disastroso terremoto del 20 febbraio di quell’anno (che provocò invece gravi danni nel Salento e in Calabria). Precedentemente la Beata Vergine aveva protetto la città anche dal sisma del 7 dicembre del 1710, quindi alla vigilia della sua festa.
Di tutto ciò si parlerà nella prima giornata del triduo, venerdì 17, alle ore 19.15 nel santuario della Città vecchia durante una tavola rotonda. Dopo i saluti del priore della confraternita, Angelo De Vincentis, parleranno l’assessore comunale Mattia Giorno (“Devozione popolare e municipalità”), il vicario episcopale per gli affari generali mons. Alessandro Greco (“Dogma dell’Immacolata, magistero e frutti spirituali per il popolo di Dio”) e don Andrea Casarano direttore dell’Archivio storico diocesano (“L’Immacolata patrona di Taranto, la storia e documenti”). Le conclusioni saranno affidate a mons. Emanuele Ferro, parroco della cattedrale e padre spirituale della confraternita.
Sabato 18, durante la santa messa delle ore 18.30, avrà luogo il rito di aggregazione dei nuovi confratelli e consorelle.
Domenica 19, ultimo giorno del triduo votivo, il programma prevede alle ore 11.30 la celebrazione della santa messa; alle ore 16.30 l’esposizione del Santissimo Sacramento; alle ore 18 il rosario meditato con la benedizione eucaristica; alle ore 18.30 la santa messa solenne presieduta da mons. Emanuele Ferro e al termine la fiaccolata con il simulacro dell’Immacolata diretta in cattedrale (il servizio d’onore sarà affidato al Sovrano Ordine di Malta). Quindi, a conclusione solenne del triduo, le coppie di fidanzati che si preparano al matrimonio saranno affidate alla Beata Vergine.