Il settore Vending machine –  distributori automatici h24 di bevande ed alimenti- negli ultimi anni è riuscito a farsi spazio a livello nazionale e locale. In giro per strada, nei nostri quartieri, un po’ tutti abbiamo notato spuntare come funghi (sono circa 300) queste specie di bar self-service che forniscono un servizio molto apprezzato, regolato a livello di normativa dal decreto legislativo del 05-08-2015 n. 127.

A Taranto e nei suoi quartieri periferici (Talsano, Lama, Tamburi, Paolo VI), i distributori sono stati aperti nei primi anni del 2000 e ad oggi sono attive una trentina di aziende di macchinette.

Un’attività, questa, che nel tempo ha attirato pareri discordanti. Sui distributori automatici H24 probabilmente non si conoscono realmente le cose come stanno se non in maniera superficiale. Anche perché negli anni si sono sviluppate concezioni contrastanti su quello che resta comunque un servizio molto apprezzato dai fruitori. Certo domande del tipo “che ci fanno tutti questi ragazzini per ore davanti alle macchinette?”, “io non mi avvicino dopo un certo orario per sicurezza” oppure “non mi fido ad acquistare un alimento o una bevanda, potrebbero essere scaduti”, hanno sviluppato dei veri e propri tabù.

Perplessità su questo tipo di attività che di recente sono state sollevate dai rappresentanti di Casaimpresa, Confesercenti e Confartigianato. In una nota congiunta hanno fatto presente che: ”Riteniamo spropositata la presenza in città di distributori h24 che non ci permette certo di costruire uno scenario adatto a promuovere lo sviluppo turistico. Nelle nostre realtà, puntiamo sulla cura dell’igiene, ma anche del particolare, sul modo in cui vengono presentati cibi e bevande, oltreché sulla qualità e sulle competenze del personale. Il rapporto, vale la pena sottolinearlo, non è con una macchina, ma con una persona capace e sottoposta a formazione. Se è vero che l’automazione ci viene in aiuto in tanti ambiti, è altrettanto importante riconoscere il valore della presenza di personale qualificato che possa andare incontro alle esigenze del cliente, ed in particolare del turista che speriamo scelga sempre più di visitare la nostra terra”.

Ma a differenza di quello che si pensa il consumo dei prodotti acquistati dalle macchinette non ha influito sul calo della clientela e alla chiusura dei bar, cosa che come afferma – il segretario provinciale di Casartigiani Stefano Castronuovo -“ è dovuta da una cattiva politica sull’impresa fatta dalle amministrazioni a livello nazionale che si ripercuote poi su quella locale, anche perché sia la clientela alla quale si rivolgono che il servizio che offrono sono completamente differenti”.

Nonostante queste perplessità il servizio offerto dai distributori automatici piace,  ha attirato l’attenzione del “cliente di passaggio” – in particolar modo i giovani- che durante la giornata sostano per uno snack oppure una bevanda.

Ogni punto ristoro automatico viene tenuto sotto controllo attraverso l’utilizzo delle telecamere h24 del circuito di sorveglianza, che hanno contribuito a monitorare anche quelle possibili situazioni ai limiti della legalità che molto spesso si vengono a creare in particolari punti della città.

“Abbiamo segnalato alle autorità competenti, ultimamente delle scene strane tra ragazzini, bloccando molto spesso situazioni spiacevoli” afferma il segretario provinciale di Casartigiani Stefano Castronuovo.

In particolar modo l’utilizzo della tessera sanitaria per poter acquistare le bevande alcoliche che si trova accanto alle macchinette ha permesso un controllo sui minorenni.

“Abbiamo rilevato- grazie anche al contatto diretto con l’Agenzia delle Entrate- l’età che maggiormente acquista bevande alcoliche va dai 20 anni in su, pochi sono i ragazzi che acquistano dai 20 anni in giù”.

Negli ultimi anni “stiamo osservando una deflazione del settore. Non avendo una crescita della domanda, molte macchinette stanno chiudendo sul territorio di Taranto, anche se qualcuno per ignoranza imprenditoriale continua a voler aprirle” aggiunge Stefano Castronuovo.

L’opinione pubblica ha da sempre dettato le regole del mercato, ma deve avere le idee chiare sull’offerta che viene proposta, in modo tale da decidere se fidarsi o meno del servizio fornito.

*credit foto Paolo Occhinegro

One Response

  1. Io non sono assolutamente d’accordo con la apertura di questi distributori automatici
    C’è ne uno in via Berardi tra piazza ebalia e via Mazzini xhe è diventato il punto di incontro di un gruppetto persone che bevono solo birra mangiucchiano e puntualmente si “accomodano” al gradino del mio portone (che sta a due passi dal distributore) e stanno li ore a bere a mangiare a parlare….
    Ma nn solo questo i ragazzini di solito li usano come sosta perenne quando nn sanno che fare ….
    Poi mi danno un senso di sporco e sicuramente nn hanno una bella facciata per i turisti….
    Io li abolirei definitivamente
    Grazie

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