Alla mezzanotte tra martedì grasso e mercoledì delle Ceneri, dopo la sospensione di due anni per la pandemia, uscirà da San Domenico la processione della croce penitenziale (l’antica “Foròre”), segnando così l’inizio della quaresima. Vi parteciperanno i confratelli dell’Addolorata in abito di rito ma tutti i fedeli sono invitati a prendere parte a questo intenso momento di preghiera. Questo l’itinerario: via Duomo, piazzetta San Costantino, postierla Vianuova (con breve momento di meditazione nella chiesa di San Giuseppe), via Garibaldi, piazza Fontana, pendio San Domenico. L’orchestra di fiati “Santa Cecilia-Città di Taranto”, diretta dal maestro Giuseppe Gregucci, accompagnerà i canti penitenziali (voce guida, quella del soprano Daniela Abbà) ed eseguirà al rientro un brano molto caro ai tradizionalisti: il “Mottetto alla Desolata” di padre Serafino Marinosci.
Si tratta della rivisitazione di un’antica usanza che si teneva fino ai primi decenni del secolo scorso quando, a conclusione del martedì grasso, a mezzanotte, ai rintocchi della campana (“A forore”, cioè fuori orario), dall’arcivescovado usciva in breve processione il Capitolo Metropolitano. La conclusione avveniva in piazza arcivescovado con il falò delle palme benedette l’anno passato, da cui si ricavavano le Sacre Ceneri per l’indomani. E il suono della campana “foròre” (però quella di San Domenico) riecheggerà anche questa volta all’uscita della croce penitenziale, richiamando l’attenzione sull’inizio della quaresima.
Le “quarantore” dell’Addolorata
Il Mercoledì delle Ceneri la confraternita dell’Addolorata celebrerà in San Domenico le proprie “Quarantore” precedute alle ore 18.30 dalla santa messa con l’imposizione delle Sacre Ceneri. Quindi avrà inizio l’esposizione eucaristica con turnazione dei confratelli fino alla mezzanotte. L’adorazione riprenderà l’indomani mattina per proseguire ininterrottamente per tutta la giornata di giovedì 23 (notte compresa) e il venerdì 24 fino alle 18.00, quando sarà celebrata la santa messa.