| --° Taranto

Allettati dalla splendida giornata, in molti martedì mattina, si sono dati appuntamento alla spiaggetta “sotto casa” del lungomare  per un primo assaggio di tintarella. Niente costumi da bagno, ovviamente, ma tante magliette a mezze maniche (con il pullover a portata di mano, per ogni evenienza) per godere dell’anticipo di primavera. Se continua così, non ci vorrà molto che qualcuno azzardi il primo tuffo.

Va però sempre ricordato che in quel sito non è consentita la balneazione, in quanto siamo in presenza di acque portuali, ma la gente si fida (a torto o a ragione) della limpidezza del mare e azzarda volentieri il bagno. Il tutto, nella speranza che al più presto si avvii l’auspicato arretramento del porto (di cui spesso ha parlato il primo cittadino), affinché l’intero lungomare possa ridiventare balneabile come una volta.

Attraverso il vialetto Alessandro Leogrande (che attende adeguata valorizzazione, come tutto il lungomare d’altronde) sin dalle prime ore della giornata tarantini d’ogni età hanno raggiunto il lido, che nei giorni scorsi era stato oggetto di un intervento di pulizia da parte di volontari della Protezione civile coordinati da Alessandro Basta. Peccato che i sacchi di spazzatura raccolta siano ancora in attesa di essere portati via.

Nel frattempo  i frequentatori desidererebbero che venissero smantellati i ruderi dell’ex sede nautica dell’Ilva e delle prime opere del porticciolo dell’Assonautica: è causa di preoccupazione infatti la presenza degli spuntoni di ferro arrugginito, pericolosi soprattutto per l’incolumità dei bambini che giocano nelle vicinanze e che possono sfuggire alla vigilanza dei genitori. Ai fini della bonifica della zona, lo scorso autunno l’amministrazione comunale evidenziò la necessità dell’atto di rinuncia all’uso del suolo da parte dell’Assonautica ai fini delle operazioni di smantellamento per un completo utilizzo della spiaggetta. Finora di questo non si ha notizia, speriamo solo che si faccia in tempo per la prossima estate.

Viene infine segnalata la ripetuta occupazione abusiva dei box in cemento della medesima struttura, più volte sgomberata, invano, dalla polizia urbana. Ultimamente un gruppo di immigrati vi ha trovato riparo, arredando quegli spazi di tutto punto e, a quanto pare, bruciando i tavoloni della banchina mai utilizzata per difendersi dal freddo intenso dei giorni scorsi.

Forse sarebbe proprio il caso di risolvere completamente e una volta per tutte tale situazione, al fine di restituire dignità alla spiaggetta “sotto casa”.

*credit foto Pasquale Reo

 

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