L’Aula del Senato ha approvato quest’oggi il decreto legge sull’ex Ilva, varato dal Consiglio dei Ministri lo scorso 28 dicembre. Poche le modifiche introdotte durante l’esame in commissione Industria e poi in Assemblea. Il decreto legge consentirà, tra le altre cose, il versamento di 680 milioni di euro da parte di Invitalia ad Acciaierie d’Italia destinato ad un finanziamento in conto soci per assicurare la continuità della produzione del sito di Taranto. La somma servirà, tra l’altro, a pagare i fornitori, in particolare quelli dell’energia come Eni e Snam (che vantano crediti di 300 milioni la prima e di 280 milioni la seconda) e l’avvio del pagamento delle fatture scadute per le aziende dell’indotto che vantano anch’esse crediti per oltre 100 milioni di euro.

Il disco verde è arrivato con 78 voti a favore, 57 voti contrari e 7 astensioni. Il gruppo Iv/Azione ha dichiarato la propria posizione di astensione. Contrari Avs, M5S e Pd. Il Dl, che deve essere convertito in legge entro il 6 marzo, passa ora all’esame della Camera.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/12/30/2ex-ilva-ecco-cosa-dice-il-decreto2/)

Il provvedimento, come si ricorderà, detta anche norme sul cosiddetto ‘commissariamento‘: per le imprese che gestiscono stabilimenti di interesse strategico nazionale, l’ammissione immediata alla procedura di amministrazione straordinaria potrà avvenire su richiesta del socio pubblico che detenga direttamente o indirettamente (questa specifica è stata aggiunta in commissione Industria del Senato) almeno il 30 per cento. Tra le altre misure viene reintrodotto il cosiddetto ‘scudo penale‘: cioe’ la non punibilità della condotta dei soggetti che agiscono per dare esecuzione ai provvedimenti che autorizzano la prosecuzione dell’attività produttiva di stabilimenti industriali dichiarati di interesse strategico nazionale. Si prevede anche la restrizione dell’ambito di applicazione delle sanzioni interdittive, delle misure cautelari e del sequestro preventivo per consentire la prosecuzione dell’attività delle imprese di interesse strategico nazionale; nonché, in caso di sequestro, la previsione che l’attività prosegua con la nomina di un amministratore giudiziario.

Infine si prevede la proroga per il periodo di vigenza del Piano ambientale (23 agosto 2023) della esclusione sia della responsabilità amministrativa (derivante da reati) della persona giuridica Ilva sia della responsabilità penale o amministrativa di commissario straordinario, affittuario o acquirente e dei soggetti funzionalmente delegati.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2023/01/24/decreto-ilva-morselli-si-a-modifiche-4/)

Altre misure all’interno del decreto, riguardano i compensi degli amministratori straordinari delle grandi imprese in crisi e degli amministratori giudiziari che sono stati riformulati con emendamenti del relatore, Salvo Pogliese (FdI), approvati dalla commissione Industria del Senato. Sempre con un emendamento del relatore sono state introdotte disposizioni per disciplinare il Comitato di sorveglianza.

Il voto del Senato sul decreto legge relativo alle imprese strategiche è “importante” e “consente anche di ripristinare le condizioni per sviluppare la siderurgia italiana”, una “tappa importante della nuova politica industriale“. Così ha commentato su Twitter il ministro delle Imprese e del made in Italy, Adolfo Urso.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2023/01/31/situazione-ilva-complessa-ma-via-duscita-ce-4/)

One Response

  1. Che scelleratezza c’è in questo paese e solo per Taranto poi ,un paesotto declassato sotto ogni punto di vista ,le case deprezzate ,l’inquinamento a go go ,buio ,monnezza ,idrocarburi ,sono queste le nostre vere realtà . Il turismo di nicchia ,strade sfasciate ,gestione amministrativa scadente ,provincia inadeguata ,regione inesistente . Ma come si fa ad andare avanti così in mezzo a tanta ignavia e menzogna ,gli impianti sono allo stremo ,una volta terminati i soldi ,l’azienda avrà altri debiti e se adesso con una produzione bassissima si evince il rischio benzene alto ,figuriamoci a pieno regime cosa si combinerà ,anche se la piena produzione è la favola che si racconta forse per tranquillizzare gli animi “assopiti” dal sonno eterno del tarantino medio ;inoltre poco si è parlato della notizia del boss di mittal che usando un ingente somma di denaro ha coperto le fosse dell’azienda ammutolendo tutto il sistema fallimentare applicato affinché nessuno sapesse della situazione drammatica e critica dello stabilimento . Una situazione davvero imbarazzante,il male che fate a Taranto non sarà mai ripagato come dovrebbe essere ,per cui ormai aspettiamo di essere ammazzati in primis dall’ingiustizia sociale e poi come prima arma di sterminio dalle fonti inquinanti . Ammetto che questo giornale non è stato ricattato ,le disgrazie sono state tutte elencate senza esclusione di colpi ,bravi !! Purtroppo a carattere nazionale le cose cambiano e di Taranto si parla se succede un genocidio ,un omicidio ,se esplode qualcosa o se sbarcano immigrati clandestini . Che paesotto del ca.

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