E’ stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale di martedì 21 febbraio, il decreto del 3 gennaio scorso del ministero delle imprese e del Made in Italy, inerente il “Fondo per indennizzo dei danni agli immobili derivanti dall’esposizione prolungata all’inquinamento provocato dagli stabilimenti siderurgici di Taranto del Gruppo Ilva”.

Il fondo per indennizzare i proprietari degli immobili del rione Tamburi che, a causa dei danni provocati dall’inquinamento industriale prodotto dal siderurgico ex Ilva, hanno visto deprezzare il valore di mercato della loro proprietà, era stato rifinanziaro grazie un emendamento alla legge di Bilancio 2023, approvato in commissione Bilancio presentato dal deputato del Partito Democratico, Ubaldo Pagano, rieletto lo scorso 25 settembre.

Il rifinanziamento sarà di 3,5 milioni di euro per il 2023, di 4,5 per il 2024 e di 4,5 per il 2025. Ad usufruire del risarcimento saranno i proprietari di immobili esposti all’inquinamento dello stabilimento ex Ilva, a favore dei quali sia stato disposto il risarcimento dei danni in virtù di una sentenza definitiva.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/12/21/indennizzi-tamburi-rifinanziato-il-fondo2/)

Il rifinanziamento è stato necessario a fronte del fatto che i fondi istituiti con il precedente decreto del ministero dello Sviluppo economico (MiSE) del 23 settembre scorso e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 279 del 29 novembre 2022, non sono mai arrivati ai proprietari degli immobili, visto che i primi 5 sono andati persi in quanto non utilizzati in tempo. All’interno del decreto “Sostegni Bis” del 2021 fu prevista l’istituzione, tramite un emendamento parlamentare (che fu presentato sempre dall’onorevole Ubaldo Pagano del Pd), di un fondo, presso il MiSE, di 5 milioni di euro per il 2021 e di 2,5 milioni per il 2022 per l’indennizzo dei proprietari degli immobili. Sempre in base al decreto leggi Sostegni bis, l’indennizzo era riconoscibile nella misura massima del 20% del valore di mercato dell’immobile danneggiato al momento della domanda e comunque per un ammontare non superiore a 30.000 euro per ciascuna unità abitativa. Il motivo per cui ciò è avvenuto, sta nel ritardo con cui è stato approvato il regolamento successivo alla legge, che sarebbe dovuto arrivare a luglio 2021.

Inoltre, con l’ultimo emendamento approvato sono stati apportati dei correttivi, a partire dal criterio dell’indennizzo massimo del 20% del singolo immobile: questo perché l’importo per i proprietari sarebbe stato quasi nullo visto che molti appartamenti hanno oggi un valore già bassissimo di per se, avendo subito un deprezzamento di oltre il 30% sul mercato immobiliare. Per cui adesso, pur restando il tetto massimo dei 30mila euro, l’ammontare del risarcimento sarà deciso direttamente dal giudice, in questo caso quelli del tribunale di Milano che si occupano del fallimento dell’ex Ilva. Inoltre è stato anche abrogato lo sbarramento che impediva ad un singolo proprietario di essere risarcito per più immobili di proprietà presenti nel rione Tamburi. Ed è stato ampliato il periodo di tempo entro cui poter presentare l’istanza di indennizzo, da uno a sei mesi.

(leggi tutti gli articoli sulla vicenda https://www.corriereditaranto.it/?s=indennizzi&submit=Go)

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