E’ stato presentato quest’oggi a Roma presso la sede dell’Istituto Superiore di Sanità, il Sesto Rapporto SENTIERI, il progetto coordinato dall’Istituto Superiore Sanità, frutto di un accordo di collaborazione con il Ministero della Salute che costituisce un sistema di sorveglianza epidemiologica dal 2007 dello stato di salute delle popolazioni che risiedono nei principali Siti italiani contaminati, di interesse per le bonifiche. Tra i quali è presente anche quello di Taranto-Statte.

I dati, inerenti il periodo 2013-2017, sono stati illustrati in un lungo convegno dedicato all’analisi e all’approfondimento (la cui sintesi riportiamo in un altro articolo del giornale).

Per quanto attiene il SIN di Taranto, in riferimento al periodo temporale in questione, l’analisi della mortalità nel sito mette in evidenza eccessi, in entrambi i generi, per tutte le cause, per tutti i tumori maligni, per le malattie del sistema circolatorio e per le malattie dell’apparato digerente. La mortalità per le malattie dell’apparato urinario risulta in difetto, mentre è in linea con l’atteso la mortalità per le malattie dell’apparato respiratorio.

L’analisi delle cause con evidenza a priori di associazione con le fonti di esposizioni ambientali mostra eccessi per il tumore del fegato nel genere femminile, mentre per il tumore del polmone, per il mesotelioma della pleura in entrambi i generi e per il tumore della vescica e per linfomi non Hodgkin, solo nel genere maschile. La mortalità per ‘Sintomi, segni e stati morbosi mal definiti’ risulta in eccesso nel genere femminile.

L’analisi dei ricoveri (ospedalizzazione) rileva eccessi per tutte le patologie in studio. I ricoveri per cause con evidenza a priori di associazione con le fonti di esposizioni ambientali risultano in eccesso per il tumore del fegato, del polmone e della pleura in entrambi i generi, mentre solo per il genere femminile per il tumore del connettivo e della mammella. Si rilevano eccessi nei ricoveri per tumore della vescica nel genere maschile, per le malattie respiratorie, in particolare la malattie cronico-ostruttive, in entrambi i generi. Infine, sempre in eccesso si ritrovano le nefriti e nefrosi e le insufficienze renali croniche, sempre in entrambi i generi.

(leggi l’articolo sui dati del Quinto Rapporto SENTIERI https://www.corriereditaranto.it/2019/06/06/2sentieri-taranto-conferma-eccesso-mortalita/)

Sezione pediatrico-adolescenziale-giovanile

La mortalità generale è sostanzialmente in difetto o in linea rispetto all’atteso nelle diverse classi di età considerate, con incertezza delle stime. Si segnala un eccesso di decessi per leucemia in età pediatrica (0-t4 anni) riferito al genere femminile (4 casi).

L’ospedalizzazione per le cause naturali è sostanzialmente in difetto rispetto all’atteso in tutte le classi di età considerate, compreso il primo anno di vita, ove si rileva un difetto anche per le condizioni morbose di origine perinatale.

In questo quadro di deficit, ricade anche l’ospedalizzazione per malattie infettive e parassitarie e per malattie del sistema circolatorio osservato in tutte le classi di età; il difetto di ospedalizzazione per le malattie respiratorie acute, per l’asma e per le malattie degli apparati digerente e urinario è altrettanto evidente nelle classi di età 0-14, 0-19 e 0-29 anni, mentre in età giovanile (20-29 anni) le stime di rischio per queste patologie appaiono incerte.

Eccessi di ricoverati si registrano sostanzialmente solo in età pediatrica per tutti i tumori maligni tra le femmine (26 casi), i tumori dell’encefalo tra le femmine (8 casi), le leucemie linfoidi e mieloidi sia sui due generi (Tabel- la TAR_6), in particolare tra le femmine (8 casi linfoidi e 5 casi mieloidi).

I casi di leucemia mieloide diventano 8, sempre in eccesso, sull’insieme delle età 0-29 anni.

Sezione anomalie congenite

Nel periodo 2015-2018, sono stati sorvegliati complessivamente 5.959 nati residenti nel sito; nello stesso periodo, sono stati osservati 159 casi con anomalie congenite (AC), superiore all’atteso calcolato su base regionale.

(leggi l’articolo sul Registro Tumori di Taranto aggiornato al 2021 https://www.corriereditaranto.it/2022/10/28/registro-tumori-incidenza-in-lieva-calo2/)

Discussione, conclusioni e raccomandazioni

Il SIN di Taranto è stato oggetto di analisi nei precedenti volumi di SENTIERI, che abbiamo riportato in questi anni (sia sulle colonne del TarantoOggi che su quelle del corriereditaranto.it). L’analisi della mortalità relativa al periodo 2013-2017 mette in evidenza eccessi per tutte le cause in studio, in entrambi i generi, tranne per la mortalità per malattie dell’apparato urinario che risulta in difetto, analogamente al precedente aggiornamento dello studio. Relativamente alle cause definite associate a priori, si ritrovano eccessi per tumore del polmone, mesotelioma della pleura e malattie dell’apparato respiratorio in entrambi i generi, in linea con lo scorso aggiornamento. La mortalità per malattie respiratorie croniche, che, precedentemente, era in eccesso solo per il genere femminile, risulta ora in eccesso in entrambi i generi. L’analisi dei ricoveri ospedalieri mostra eccessi per tutte le patologie e, diversamente dal precedente aggiornamento, anche per le malattie respiratorie e quelle urinarie.

Il presente aggiornamento, in linea con il precedente Rapporto, conferma anche i difetti per le infezioni respiratorie acute e per asma nelle classi di età pediatrico-adolescenziali e giovanili, ai quali si aggiungono i deficit di ospedalizzazione per le malattie degli apparati digerente e urinario nelle classi di età 0-14, 0-19 e 0-29 anni, e il difetto di ricoveri per malattie circolatorie in tutte le sottoclassi analizzate, incusi i giovani adulti (20-29 anni).

A differenza del precedente periodo emergono, d’altra parte, eccessi di ricoverati in età pediatrica per tutti i tumori maligni tra le femmine e di ricoverati per le leucemie linfoidi e mieloidi sia sui due generi sia, in particolare, tra le femmine. In età pediatrica viene rilevato anche un eccesso di mortalità per le leucemie tra le bambine.

Si confermano, in analogia con il passato, gli eccessi per tumore del polmone e tumore della pleura in entrambi i generi; si aggiunge l’eccesso di ricoveri per malattie dell’apparato respiratorio, in entrambi i generi, e per malattie respiratorie croniche. Eccessi nelle ospedalizzazioni per nefriti, sindrome nefrosica e nefrosi e per insufficienza renale cronica si riscontrano in entrambi i generi, per cui c’è evidenza di limitata associazione con gli impianti siderurgici. In particolare, è nota l’emissione da parte di impianti siderurgici di metalli pesanti e solventi.

Nel 2019, è stato pubblicato un lavoro in cui è stata valutata l’esposizione al PM10 di origine industriale, tenendo conto del trend temporale e dei tassi di mortalità, in una coorte dinamica di soggetti residenti nell’area di Taranto nel periodo 1998-2010, seguiti per la mortalità fino al 2014; questo lavoro ha dimostrato che, solo per la fascia d’età superiore a 65 anni, l’associazione tra esposizione e mortalità per cause naturali risultava significativa. Inoltre, nel lavoro di environmental justice nei siti industriali inquinati pubblicato nel 2020, viene sottolineato che, nel contesto tarantino, l’impatto sanitario associato a esposizione a SO2 è prevalente negli strati di popolazione con posizione socio-economica (SEP) media e bassa.

Nel 2020, è stato predisposto l’aggiornamento della valutazione del danno sanitario (VDS) ai sensi del Decreto interministeriale 24.04.2013, mentre nel maggio 2021 è stato redatto l’aggiornamento della VDS per l’area a elevato rischio di crisi ambientale di Taranto ai sensi del Decreto della Direzione generale per le valutazioni e le autorizzazioni ambientali n.188 del 27.05.2019.7 La VDS consta di due componenti: una valutazione epidemiologica di area, rivolta alle patologie a breve latenza potenzialmente attribuibili a esposizioni ambientali, e una valutazione di impatto sanitario, che si avvale di procedure di risk assessment, con approccio tossicologico ed epidemiologico.

(leggi l’articolo sulla VDS https://www.corriereditaranto.it/2021/02/08/valutazione-danno-sanitario-ecco-i-nuovi-dati/)

La valutazione epidemiologica della VDS dell’area di Taranto utilizza come popolazione di riferimento quella regionale ed è quindi non del tutto sovrapponibile a quella realizzata nel presente studio. Relativamente alla mortalità per gli anni 2012-2016, la VDS mostra eccessi per tutti i tu-mori maligni e linfomi nel sesso maschile, e per il tumore del polmone e della pleura in entrambi i generi che ritroviamo nelle analisi delle cause associate a priori di questo studio; nella VDS, per la mortalità, si riscontrano eccessi nel genere maschile anche per il tumore dello stomaco e per il tumore del pancreas. In merito all’ospedalizzazione, per gli anni 2015-2019, nelle analisi presenti nella VDS si riscontrano eccessi per tutti i tumori maligni, per il tumore del polmone e della pleura in entrambi i generi; per i tumori del connettivo solo nel genere femminile; per il tumore della vescica nel genere maschile; per le malattie dell’apparato circolatorio, dell’apparato respiratorio, in particolare per le malattie polmonari cronico-ostruttive, e per le malattie dell’apparato urinario in entrambi i generi. Tutte le patologie menzionate sono in linea con gli eccessi riscontrati in questo aggiornamento dello studio.

La VDS comprende anche l’analisi di trend temporali che permettono di mettere in evidenza che l’area a rischio di Taranto presenta tassi costantemente più elevati della provincia e della regione per le principali cause indagate, nonostante un trend generale in costante decrescita. Inoltre, nel 2021, è stato pubblicato il rapporto dei tumori infantili della Regione Puglia, che mostra il dato di incidenza oncologica infantile nel periodo 2006-2015 e riporta, per l’intera provincia di Taranto, un sIR pari a t,t0 (IC95% 0,96-t,26).

(leggi l’articolo sui tumori infantili di Taranto https://www.corriereditaranto.it/2021/12/15/tumori-infantili-taranto-quasi-in-linea/)

Relativamente alle anomalie congenite, si osserva un eccesso del totale dei casi con anomalie congenite, seppur ai limiti della significatività statistica, osservato anche nella precedente valutazione condotta utilizzando i dati delle schede di dimissione ospedaliera sul periodo 2002-2015 e riferibili solo ai casi di anomalie congenite nei nati vivi.

Dalla presente analisi, basata sui dati raccolti e validati dal Registro che include anche i casi di anomalie congenite oggetto di interruzioni volontarie di gravidanza (IVC) a seguito di diagnosi prenatale, non sono confermati gli eccessi per le anomalie congenite del sistema nervoso e degli arti rilevati nella precedente osservazione. E’ opportuno, tuttavia, segnalare che questi indicatori rilevano eccessi rispetto al valore regionale, seppur non significativi dal punto di vista statistico. Tale osservazione appare particolarmente rilevante per le anomalie congenite del sistema nervoso, il cui eccesso risulta al limite della significatività statistica, poiché il Registro consente di includere anche i casi di anomalie congenite con IVC a seguito di diagnosi prenatale, che per le anomalie congenite del sistema nervoso rappresentano una quota rilevante.

Non è possibile escludere che il limitato periodo temporale di osservazione abbia generato una criticità nella potenza statistica degli indicatori calcolati ed è raccomandata la prosecuzione dell’attività di sorveglianza epidemiologica delle anomalie congenite per migliorare la precisione delle stime di occorrenza. Un’osservazione temporalmente più ampia, corroborata dalla maggiore accuratezza garantita dal neoistituito Registro, fornirà nel tempo un quadro informativo più chiaro sulla occorrenza delle anomalie congenite nel sito.

(leggi l’articolo sulle malformazioni congenite https://www.corriereditaranto.it/2019/06/06/studio-sentieri-i-chiarimenti-delliss-su-eccessi-patologie-e-malformazioni/)

Conclusioni

Di fatto siamo in presenza di dati ancora preoccupanti sul versante sanitario. Se è vero che dal 2014 in poi i limiti di legge perle concentrazioni ambientali dei contaminanti di interesse per il rischio inalatorio sono tutti rispettati, e se è vero che sono in decremento i tassi di mortalità e di ospedalizzazione e l’incidenza oncologia come dimostrano dall’ultimo aggiornamento del Registro Tumori, è altrettanto vero che restano molte criticità per diverse patologie.

Anche per quanto riguarda i soggetti di età 0-14, i dati sono in chiaroscuro. Se da un lato per ricoveri e mortalità non sono evidenziati significativi eccessi, così come per le malformazioni congenite in generale, dall’altro si registrano un eccesso per linfoma non Hodgkinl’andamento in incremento delle leucemie, che peraltro appare in controtendenza rispetto al trend regionale.

E’ quindi ancora una volta del tutto evidente che l’onda lunga della gestione statale dell’ex Italsider, sommata a quella del grupp Riva dell’ex Ilva sino al 2012, farà sentire tutto il suo peso per ancora molti anni. Del resto, trattandosi di malattie a lunga latenza (tranne che per alcuni casi) non potrebbe essere altrimenti.

Così come bisognerà attendere ancora del tempo per capire se a fronte di tutti i limiti di legge rispettati, questo corrisponda effettivamente ad un reale ed oggettivo decremento generale nell’incidenza delle malattie, visto che Asl Taranto e Arpa Puglia da sempre segnalano come il rispetto dei limiti non rappresenti di per sé l’esclusione di ricadute negative sulla salute della popolazione.

Così come restiamo in attesa infine, visto l’iter ancora in corso, di comprendere se l’attuale livello di produzione previsto dal Piano Ambientale, con il tetto fissato a 6 milioni di tonnellate annue, a fronte di tutte le prescrizioni attuate e con l’implementazione in futuro del forno elettrico, attraverso una produzione ibrida e sotto un certo tetto produttivo, possa effettivamente evitare di prolungare la scia di fenomeni di malattia e morte che dura oramai da più di mezzo secolo.

(leggi l’articolo sulla VDS dell’area di crisi industriale https://www.corriereditaranto.it/2021/07/12/la-politica-ascolti-la-scienza-e-segua-la-ragione/)

Leggi i dati sul Sud e le Isole dove è presente anche il SIN di Taranto

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One Response

  1. Un GRAZIE veramente grande per la puntuale e chiara esposizione di un argomento molto complesso. L’auspicio è per una discussione serena e oggettiva.

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