Almeno un altro anno di cassa integrazione straordinaria per 3mila addetti del guppo, di cui 2500 del sito di Taranto, su un totale di 10.041 unità. Quest’oggi Acciaierie d’Italia, in una lettera inviata ai sindacati metalmeccanici, al ministero del Lavoro e del ministero delle Imprese e del Made in Italy, ha annunciato la richiesta di proroga per un altro anno dell’ammortizzatore sociale avviato nel marzo dello scorso anno. Il cui contenuto è stato illustrato durante la riunione odierna col nuovo direttore delle risorse umane del gruppo, Virginia Piccirilli sinora svolgeva la stessa funzione solo per l’area nord del gruppo). Piccirilli prende il posto di Arturo Ferrucci, che dall’autunno 2019, insieme all’arrivo di Lucia Morselli come amministratore delegato, ha svolto l’incarico di direttore del personale del gruppo.
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Per la società, “lo stato di attuazione degli investimenti in atto e programmati incide sulla produzione dello stabilimento di Taranto e sulle lavorazioni e commercializzazioni a valle, oltreché sulla produzioni delle singole unità interessate”. Inoltre, si legge ancora nella lettera, “le attività funzionali al completamento degli investimenti ed i vincoli connessi alla realizzazione del piano ambientale, condizionano i livelli produttivi che si attesteranno e permarranno nel periodo di costruzione e messa in esercizio dei nuovi impianti e della ristrutturazione di quelli in essere, con riferimento al periodo di richiesta di proroga dell’ammortizzatore su volumi pari a circa 4.000.000 di tonnellate non sufficienti a garantire l’equilibrio e la sostenibilità finanziaria degli oneri derivanti dall’attuale struttura di costi”. Per Acciaierie d’Italia “l’assetto organizzativo e produttivo previsto determina un grave e strutturale squilibrio dei fattori produttivi” per cui l’azienda “si è determinata ad avviare l’esame congiunto per la proroga della Cigs per riorganizzazione“. Per AdI, inoltre, l’alternativa alla cassa straordinaria, il contratto di solidarietà, ancora una volta “si presenta come non utilmente praticabile”.
Nella lettera trovano poi spazio gli investimenti fatti e da fare e circa il fatto che la cassa straordinaria per Taranto è stata chiesta, a differenza di tutti gli altri stabilimenti, sino a giugno prossimo e non sino a marzo 2024, AdI dichiara di riservarsi “l’avvio di procedura per la concessione di cigs in deroga in previsione dell’esaurimento delle residue 12 settimane di cigs dal 28/03/2023 al 19/06/2023”.
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Inoltre, Acciaierie d’Italia ricorda che “con riferimento al sito di Taranto, è impegnata nella ricostruzione e nell’avvio dell’altoforno 5 con l’adozione delle migliori tecnologie ad oggi disponibili e intende operare per la predisposizione all’avvio anche di impianti utili a consentire l’utilizzo di tecnologie complementari al ciclo integrale quali quelle rappresentate dai forni elettrici“. Il rifacimento dell’altoforno 5, il più grande d’Europa e spento dal 2015, sarà avviato con la demolizione dei cowper nel secondo quadrimestre di quest’anno, fanno sapere a tal proposito i sindacati.
Acciaierie d’Italia nella missiva specifica anche le produzioni del 2022 per il sito di Taranto. Come acciaio solido, bramme, si è avuta una produzione di 3,471 milioni di tonnellate contro i 4,053 del 2021. Nel 2022 c’è stata la stessa produzione del 2020, l’anno del Covid, 3,421 mln di tonnellate. La produzione di coils a caldo è stata infine di 2,849 mln di tonnellate nel 2022 contro i 3,811 mln del 2021.
(leggi l’articolo sulla procedura di cig dello scorso anno https://www.corriereditaranto.it/2022/03/01/ex-ilva-in-2500-in-cigs-per-un-anno/)