Secondo informazioni in nostro possesso, Acciaierie d’italia ha presentato l’istanza di rinnovo dell’autorizzazione integrata ambientale per l’esercizio del siderurgico (che andava inviata entro il 23 febbraio, in considerazione della scadenza dell’AIA fissata al 23 agosto 2023).
Mentre è rimasto sospeso il discorso relativo all’articolato procedimento di riesame (disposto nel 2019 su istanza del Sindaco di Taranto) che prevede un preliminare aggiornamento dei precedenti rapporti di valutazione del danno sanitario (VDS) (elaborati secondo i criteri metodologici della Legge Regionale n. 21/2012), prendendo in esame gli scenari emissivi del siderurgico prima e dopo la realizzazione degli interventi del Piano ambientale (ossia gli scenari ante e post-operam).
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/12/01/2ilva-piano-ambientale-in-dirittura-darrivo/)
Dell’argomento se ne occupa da tempo l’Osservatorio Ilva, la cui ultima riunione si è svolta lo scorso 6 dicembre. Le informazioni fornite nel corso della citata riunione dell’Osservatorio in merito alle attività relative alla definizione dello scenario emissivo post-operam (ossia lo scenario determinato dall’esercizio degli attuali impianti adeguati alle prescrizioni del DPCM del 2017 ipotizzando la produzione attualmente autorizzata pari a 6 milioni di tonnellate annue di acciaio) in particolare da ISPRA, evidenziavano una significativa riduzione (circa del 40%) delle emissioni di polveri, sia convogliate che diffuse.
Nel corso della stessa riunione, ARPA Puglia, coinvolta nel procedimento, ha ribadito di non voler effettuare le valutazioni relative allo scenario post-operam attualmente previsto al completamento degli interventi del Piano ambientale di cui al DPCM del 2017, asserendo che non sarebbe contemplato nel procedimento.
Al riguardo, il Ministero dell’Ambiente (oggi ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica), preso atto della posizione di ARPA Puglia, ha manifestato l’esigenza delle valutazioni post-operam al Ministero della Salute, trasmettendo i dati, ricevuti da ISPRA, riguardanti il citato scenario emissivo post-operam per le relative valutazioni sanitarie da svolgere con le modalità ritenute più opportune dallo stesso Ministero della Salute. In riscontro a tale richiesta il Ministero della Salute ha segnalato alcune questioni normative-giuridiche.
Ricordiamo che l’esigenza di valutazioni sanitarie post-operam (riferite cioè all’esercizio degli attuali impianti in esercizio su cui risultano realizzati gli interventi di ambientalizzazione e di riduzione delle emissioni in atmosfera previsti dal DPCM 29 settembre 2017) è stata manifestata anche dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri sia in relazione alla Procedura d’Infrazione sull’ex ILVA pendente presso la Commissione Europea sia con riferimento all’esecuzione della così detta Sentenza Cordella della Corte europea dei Diritti dell’Uomo, al fine di sapere “se, a seguito dei lavori eseguiti e previsti nel piano ambientale, il funzionamento dell’impianto siderurgico rappresenti una minaccia per la salute dei residenti locali”.
Il Ministero della Salute ha fatto sapere che, in considerazione delle richieste del Ministero dell’Ambiente si è avuta un’intensa interlocuzione con l’Istituto Superiore di Sanità (ISS) al fine di pervenire ad una valutazione sanitaria relativa all’esercizio attuale dello stabilimento, che dovrebbe arrivare tramite un documento ufficiale che a dicembre veniva dato come per imminente ma di cui ancora non abbiamo traccia. Attendiamo fiduciosi.
(leggi tutti gli articoli sull’Osservatorio Ilva https://www.corriereditaranto.it/?s=osservatorio+ilva&submit=Go)