Il Southern Operational Centre (SOC) della NATO Support and Procurement Agency (NSPA), con sede a Taranto, ha avviato il dispiegamento di rifugi temporanei della NATO per 2.400 persone sfollate dopo il terremoto in Turchia il 6 febbraio 2023.

Una volta in atto, questa capacità integrerà le tende invernali già fornite da alleati e partner. Dopo il catastrofico terremoto che ha colpito Turchia il 6 febbraio 2023 e la conseguente emergenza umanitaria, la NATO ha diretto una massiccia mobilitazione di personale e mezzi.

Il SOC di NSPA conserva e mantiene strutture di accoglienza mobili solitamente schierate a sostegno delle forze NATO ma adattabili per accogliere civili in caso di emergenza.

La mobilitazione è iniziata con la richiesta formale del governo turco alla Nato di dispiegare strutture di ricovero temporaneo per accogliere le persone sfollate dopo il terremoto. Il 9 febbraio 2023, il Segretario Generale della NATO Jens Stoltenberg aveva accolto con favore la decisione degli Alleati di dispiegare i rifugi temporanei nell’area colpita dal terremoto, riassumendo in tre parole l’intero scopo dell’operazione: “salvare vite umane”.

Il Comandante supremo alleato in Europa della NATO, il generale Christopher G. Cavoli, guida l’operazione, mentre l’NSPA mantiene le strutture in collaborazione congiunta con il Joint Force Command (JFC) di Napoli e il Supreme Headquarters Allied Command Europe (SHAPE).

Si prevede che circa 1.000 container lasceranno il porto di Taranto diretti a Iskenderun in Turchia. A tal fine, a pochi chilometri da quel porto, verrà allestito un campo che offrirà riparo a 2.400 persone, su una superficie pari al doppio di un campo da calcio. La prima spedizione di 440 container è arrivata a destinazione il 24 febbraio, seguita subito dopo dalla seconda spedizione.

I container sono stati preparati e spediti in una settimana: un tempo record, considerando che 30 giorni sono i tempi nominali per schierare due campi da 500 persone con ulteriori 180 giorni per i restanti grandi campi.

Al porto di Taranto in questi giorni fervono i preparativi per la partenza della prossima nave con i container del SOC movimentati attraverso camion e treni che si incrociano alla volta delle banchine d’imbarco, da cui con le poderose gru del San Cataldo Container Terminal vengono caricati uno a uno sul ponte della nave.

Si tratta di spedizioni che il SOC sta organizzando con una tempistica assolutamente eccezionale. Normalmente, infatti, per la preparazione e la spedizione di un quantitativo così ingente di strutture mobili sarebbero necessari almeno 30 giorni, ma grazie, anche, alla collaborazione dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e della Società Yilport che gestisce il terminal San Cataldo, si è riusciti a compiere qualcosa di realmente straordinario.

Generalmente le strutture mobili del SOC sono impiegati in esercitazioni e operazioni militari di piccola, media o grande entità. Si tratta di materiale di vario genere che viene composto a seconda delle esigenze, secondo appunto il concetto logistico di ‘’pacchetti di capacità’’: tende dotate di arredo essenziale ad apparecchiature per il riscaldamento o condizionamento degli ambienti, generatori per forniture massicce di energia elettrica, illuminazione, servizi igienici, impianti per la purificazione delle acque reflue, cucine, sale da pranzo, ospedali da campo e veicoli solo per citare alcune di queste capacità.

Il Comandante del Soc, Renato Lepore, ha dichiarato: “Nessuno dei membri del personale del SOC sta risparmiando energie fisiche e mentali per portare a termine la missione, mostrando una dedizione e uno spirito di servizio che si comprendono solo se si pensa all’importanza e allo scopo dell’operazione, che è quello di soccorrere una popolazione fortemente colpita nei suoi bisogni primari: mangiare, dormire, trovare riparo dal freddo e dalle intemperie. Una missione del genere, per la sua enormità – sottolinea ancora con orgoglio il Comandante -, è senza precedenti nella storia del SOC, e Taranto può a buon diritto vantarla come fiore all’occhiello nella pur ricca storia di atti di solidarietà per i quali la nostra Città si è sempre contraddistinta. Ancora una volta, il posizionamento delle strutture mobili nel sito strategico di Taranto si è rivelato determinante. La posizione nel Mediterraneo centrale, la vicinanza a linee di comunicazione multimodali (nave/aereo/ferrovia/strada) e la disponibilità di uno dei principali terminal container in Italia, si sono rivelate cruciali per garantire il rapido dispiegamento di grandi quantità di attrezzature essenziali per l’area del disastro.

In collaborazione con la Scuola dell’Aeronautica Militare Italiana, al SOC di Taranto è partita spontaneamente una gara di solidarietà tra i dipendenti per la raccolta di generi di prima necessità da donare alle popolazioni colpite dal terremoto. Una gara che, sebbene poco pubblicizzata, ha avuto un’eco fortissima in Città, e ha già fruttato la raccolta di una quantità assolutamente inattesa di indumenti, viveri e beni di prima necessità”.

 

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