Ancora un grave incidente al porto di Taranto. Il luogo è sempre lo stesso, il secondo sporgente in concessione al siderurgico di Taranto, l’area la IMA/1.

Verso le 12, improvvisamente al caricatore loppa denominato CM1, mentre il braccio della gru era alto, nel momento in cui si doveva abbassare i freni non hanno tenuto e il braccio è piombato velocemente verso il basso. Si sono avvertiti rumori di rottura, dalla sala argani sono caduti dei pezzi meccanici, mentre il lavoratore che stava operando in quel momento è riuscito a lasciare la gru e a mettersi in salvo. Ad evitare il peggio i freni di emergenza che si sono messi in funzione evitando che il braccio cadesse, mentre il caricatore pare abbia riportato danni ai freni e al riduttore del motore.

Un incidente grave, che avrebbe potuto avere conseguenze ben più gravi per il lavoratore coinvolto, e che riporto alla mente i diversi incidenti occorsi allo sporgente IV. L’ultimo il 10 luglio del 2019 che costò la vita al gruista Cosimo Massaro, dipendente dello stabilimento ArcelorMittal Italia, mentre il 28 novembre 2012 perse la vita un altro gruista, Francesco Zaccaria, sempre presso lo sporgente IV e sulla stessa gru, la DM5.

Una situazione non nuova, quella relativa ai problemi dei mezzi che l’azienda utilizza presso il II sporgente. Di cui ci siamo occupati più volte in passato. Ad esempio nell’estate del 2019 il ‘CM1‘ lpresentava problemi strutturali in prossimità della movimentazione del braccio, mentre l’altra macchina il ‘CM3 BIS‘ presentava problemi alla movimentazione del braccio e alla rotazione della gru, entrambi certificatoi dallo SPESAL.

E quanto accaduto oggi dimostra come più di qualcosa in quell’area ancora non vada.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2020/01/05/ex-ilva-le-gru-dellima-1-scricchiolano-e-non-per-il-vento2/)

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