L’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio, ha individuato la proposta della società Progetto Internazionale 39 srl quale più idonea a proseguire l’iter istruttorio per il rilascio dell’Autorizzazione Unica ZES (Zona Economica Speciale Interregionale Ionica Puglia Basilicata), per avviare un programma di attività economiche e/o investimenti da insediare nell’area della “Piattaforma Logistica, sita in zona retrostante la nuova darsena di collegamento tra il IV Sporgente e la darsena San Nicolicchio.

L’istanza presentata lo scorso settembre, ha come scopo quello di gestire la Piattaforma Logistica svolgendo attività di movimentazione e stoccaggio di merci e container, ed attività di ricerca e sviluppo nei settori dell’energia e delle scienze della vita, con l’impegno a mantenere le attività in area Zes per almeno 10 anni. Ed era entrata in competizione con quella presentata lo scorso dicembre dalla società Vestas Blades Italia Srl, che aveva invece come scopo quello di svolgere attività di stoccaggio e trasporto di prodotti finiti, semilavorati e materie prime relativamente al ciclo produttivo delle pale eoliche. Sull’istanza della Vestas la stessa Progetto Internazionale 39 srl aveva tra l’altro presentato delle osservazioni.

La Piattaforma Logistica oggetto dell’istanza Zes, è composta da una palazzina uffici, da un magazzino a temperatura ambiente e da un magazzino frigorifero, da un alloggio custode e servizi ristoro e da un’autorimessa, da un terminal ferroviario e da un piazzale
deposito containers
. 

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2023/02/08/zes-ok-allinvestimento-della-conad/)

La valutazione è avvenuta tenendo conto di specifici parametriprogramma delle attività economiche e/o degli investimenti di natura incrementale e specifica indicazione delle modalità di interconnessione con le varie attività che si svolgono nell’ambito portuale; requisiti soggettivi e di affidabilità del soggetto proponente; valore e durata dell’investimento; descrizione delle modalità/caratteristiche di svolgimento dell’attività in area Zes e delle sue modalità operative: sostenibilità ambientale; innovazione e ricerca; impatto occupazionale previsto; sviluppo dei traffici portuali; livelli di valore aggiunto attesi per lo specifico investimento. Il tutto andando a preferire il richiedente che offriva maggiori garanzie di proficua utilizzazione delle aree demaniali su cui ricada l’attività autorizzata e si proponga di avvalersi di queste per un uso che, a giudizio dell’Amministrazione, risponda ad un più rilevante interesse pubblico.

Adesso la società Progetto Internazionale 39 srl dovrà caricare la documentazione completa, con il piano finanziario, sullo sportello unico telematico del commissario straordinario della ZES ionica. Ma essendo un investimento che cade in ambito portuale, a sua volta lo sportello invierà l’intera pratica all’Autorità di Sistema Portuale del mar Ionio, che farà partire la Conferenza dei Servizi per il rilascio dell’autorizzazione unica e della concessione demaniale.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2023/01/05/porto-e-zes-ecco-altre-due-istanze/)

Come riportammo lo scorso novembre, questa società nell’istanza risultava codificata con il codice Ateco 70.21, che riguarda aziende che si occupano di pubbliche relazioni e comunicazione, svolgendo  attività per conto terzi volte a migliorare l’immagine pubblica di un’organizzazione o di un’impresa, attività di ufficio stampa per conto terzi e promozione dell’economia del territorio. Il fatto che il codice Ateco riporti a quel tipo di attività, quasi sicuramente significa che la società che ha presentato l’istanza funge da veicolo per una società di scopo con altri soci che sarebbero stati già indicati: il tutto prenderà forma soltanto se avverrà l’aggiudicazione finale.

La società come rivelato dal quotidiano “La Verità”e riportato da altri siti di settore, ha sede a Roma in Piazzale Clodio 22, nei pressi del Tribunale penale della Capitale, nello studio del commercialista Tommaso Celletti che ne risulta anche amministratore unico e azionista al 33%. Un altro 33% appartiene a Alfredo Esposito residente a Civitavecchia, il restante 34% è diviso tra Gao Shuai, al 33%, e l’Associazione per lo sviluppo economico e culturale internazionale (Aseci) che detiene l’ultimo 1%, il cui presidente è proprio Gao Shuai. Quest’ultimo, residente a Milano da molti anni, è fondatore del Dragon business forum, responsabile di progetti per favorire rapporti tra imprese italiane e cinesi ma soprattutto è un delegato del governo di Pechino. L’imprenditore Gao Shuai non è nuovo dalle nostre parti, visto che nell’aprile e settembre 2020, in piena pandemia da Covid 19 quando le mascherine venivano vendute (e comprate) a peso d’oro, in Puglia arrivò direttamente dalla Cina un carico da 50 tonnellate di mascherine. In quell’occasione il governatore Michele Emiliano dichiarò che ciò era stato possibile grazie alle relazioni di amicizia con il Governatore della Provincia del Guangdong Ma Xingrui. E secondo quanto ricostruito all’epoca, fu proprio l’imprenditore Gao Shuai a fare da facilitatore con le grandi piattaforme distributive dei materiali sanitari che in quel momento tutto il mondo cercava. Al di là di questo, la srl italo cinese, secondo la ricostruzione degli organi di stampa di cui sopra, si occuperebbe anche dell’assunzione e “la gestione di partecipazioni operanti nei settori energetico, trasporti, concessioni, logistica, servizi in genere”, anche se fino alla scora estate aveva un core business molto diverso. La srl, lo scorso 11 agosto, avrebbe ha cambiato nome e oggetto. “Prima, infatti, si chiamava Pumma brand e si occupava di gestire il marchio di una catena di pizzerie nella Capitale, il progetto PummaRe ideato dall’imprenditore romano Roberto Tomei che della Pumma brand era anche amministratore unico – scrive La Verità -. Fino al 28 luglio, quando con gli altri soci ha ceduto le quote ai nuovi azionisti e si è dimesso. Della vecchia società è rimasto solo il commercialista Celletti, come amministratore”.

Detto ciò, sicuramente nelle prossime settimane se ne saprà di più. Tornando alla Piastra Logistica va ricordato quanto pubblicammo nel mese di marzo dello scorso anno, ovvero l’acquisizione della stessa da parte dell’Autorità Portuale di Sistema del Mar Ionio, che fu inaugurata il 2 dicembre 2015. Di fatto parliamo di quella che può essere considerata la più importante delle opere infrastrutturali, nodo logistico prioritario inserito nel corridoio scandinavo-mediterraneo all’interno della rete di trasporto trans-europea (Trans-European Network-Transport – Ten-T). Che ad oggi però, non è mai entrata in funzione.

Il costo dell’opera, come da progetto definitivo approvato con delibera Cipe del 18 novembre 2010, è pari a 219,1 milioni, con una variazione in aumento rispetto al progetto preliminare (dicembre 2003) di 63 milioni, di cui 29,4 milioni per esigenze connesse alla realizzazione della vasca di colmata. Il finanziamento risulta coperto per l’80 per cento da risorse pubbliche, per il 3 per cento da fondi dell’Autorità portuale e per il 17 per cento da finanziamenti privati a carico del concessionario. Ovvero la Taranto
Logistica del gruppo Gavio subentrata nel corso degli anni, precisamente nel luglio 2006, che aveva richiesto all’Autorità Portuale un riequilibrio del piano economico finanziario facendo appello al Codice degli Appalti in quanto una serie di condizioni non si
sarebbero verificate. Di fatto tra le parti si era aperto un contenzioso, motivo per il quale si mise in moto il collegio consultivo tecnico dell’Authority che stabilì come non vi fossero i presupposti del riequilibrio, emettendo una determina con valore di lodo contrattuale, con la quale si decise di liquidare il socio privato. I rapporti si sono dunque conclusi consensualmente, attraverso un accordo che ha previsto il pagamento al privato di quasi 40 milioni di euro, che saranno emessi attraverso un piano rateale

Per una piattaforma che è rimasta di fatto deserta in tutti questi anni è arrivato il momento della svolta? Staremo a vedere.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2015/12/02/porto-inaugurata-la-piattaforma-logistica/)

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