In diocesi si prega per le precarie condizioni di salute dell’Arcivescovo emerito mons. Benigno Luigi Papa, entrato in stato comatoso nelle scorse ore nella sua residenza di Casa San Paolo (Martina Franca). Nella località collinare egli si era ritirato all’indomani delle dimissioni dalla guida della nostra arcidiocesi per raggiunti limiti di età, conducendo una vita attiva e ricca di interessi, immerso negli studi e accogliendo le numerose richieste di predicazione e di celebrazione della santa messa.
Monsignor Papa ha ricevuto la visita dell’Arcivescovo, monsignor Filippo Santoro che gli ha anche amministrato il sacramento dell’unzione degli infermi.
Al suo capezzale, il fratello più piccolo Michele, al quale è particolarmente legato. Via whattsapp le vicarie hanno subito inviato ai fedeli della diocesi l’invito a pregare per lui.
Nato a Spongano (Lecce) il 25 agosto del 1935, mons. Papa fu ordinato sacerdote dall’arcivescovo di Bari mons. Enrico Nicodemo infatti il 25 marzo 1961 nella chiesa di Santa Fara di Bari.
Dopo essere stato alla guida della diocesi di Oppido Mamertina-Palmi, l’11 maggio 1990 ricevette da Giovanni Paolo II la nomina ad arcivescovo di Taranto, dove fece l’ingresso il 9 giugno dello stesso anno.
A livello nazionale mons. Papa ha ricoperto numerosi incarichi; il più prestigioso è stato quello di vice-presidente per il Sud Italia della Cei e presidente della commissione episcopale per il clero e la vita consacrata e presidente della commissione episcopale per la famiglia. Nel 2008 era stato addirittura indicato come possibile presidente della Cei, al momento dell’uscita di scena di Camillo Ruini.
Il 21 novembre 2011 papa Benedetto XVI accolse la sua rinuncia al governo pastorale dell’arcidiocesi per raggiunti limiti d’età, nominando al suo posto mons. Filippo Santoro.
Infine il 4 aprile 2016 papa Francesco gli affidò l’incarico di amministratore apostolico dell’arcidiocesi di Messina-Lipari-Santa Lucia del Mela, mantenuto fino al 7 gennaio successivo con l’insediamento del nuovo arcivescovo mons. Giovanni Accolla.