Il dubbio lo abbiamo sempre avuto. Adesso però, pare proprio non ce ne siano più. La discarica Vergine ricadente all’interno dell’isola amministrativa del Comune di Taranto in contrada Palombara e Mennole nei pressi di Lizzano, si avvia verso la riapertura.

Anche se la domanda di AIA (Autorizzazione Integrata Ambientale), la cui competenza è della Provincia, non è stata ancora pubblicata e la conferenza dei servizi non è stata ancora convocata, ci risulta però che la domanda è nella fase delle verifiche preliminari.

Del resto, sin dall’estate 2018, ci siamo sempre chiesti quale senso avesse avuto il passaggio di proprietà alla società Lutum srl (appartenente al gruppo C.I.S.A. dell’imprenditore Albanese), messo nero su bianco dal verbale della riunione del 23 agosto 2018 tenutasi a Bari presso il Dipartimento Mobilità, Qualità Urbana, Opere Pubbliche, Ecologia e Paesaggio all’epoca diretto dall’ing. Barbara Valenzano, che aveva come oggetto “la definizione e condivisione di un cronoprogramma di interventi da porre in essere presso la discarica sita in loc. Palombara (Provincia di Taranto) “Vergine srl” in liquidazione”, se non la riapertura della stessa discarica. Non era infatti assolutamente credibile che un colosso come la CISA spa, avesse acquistato quei terreni soltanto per effettuare la messa in sicurezza e la bonifica del sito (tra l’altro con l’ausilio di fondi pubblici).

Stante così le cose, i timori dei cittadini di Lizzano e dei paese limitrofi, nonché dell’associazione AttivaLizzano (da sempre impegnata in una battaglia per la chiusura definitiva della discarica) e di Legambiente Fragagnano, rischiano di diventare tristemente reali. Nonostante per anni la Regione Puglia abbia sempre garantito che il sito, dopo l’avvenuta messa in sicurezza e bonifica, non avrebbe più riaperto. Anche se sull’intera vicenda nell’ultimo anno e mezzo è calato un silenzio totale.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/04/08/discarica-vergine-cassazione-scrive-lultima-parola4/)

Le ultime notizie ufficiali risalgono all’autunno 2021, quando si svolse un’audizione della V Commissione Ambiente regionale presieduta da Paolo Campo. In quell’occasione, ARPA Puglia, presente all’audizione, affermò che erano iniziate le attività di messa in sicurezza e bonifica del sito, con la Regione che assicurò come tutte le attività nel sito fossero costantemente e accuratamente monitorate e con l’assessore all’Ambiente, Anna Grazia Maraschio che a fronte delle perplessità espresse dalla sindaca di Lizzano Antonietta D’Oria, ribadì la massima attenzione da parte della Regione proprio perché si trattava di una situazione delicata e di come tutte le decisioni venissero assunte da persone qualificate dell’ARPA.

Ricordiamo che per gli interventi di bonifica e messa in sicurezza previsti, la Regione Puglia stanziò 7 milioni di euro attraverso una variazione nel bilancio di previsione 2018, più i 2,4 milioni di euro che furono messi a disposizione del Comune di Taranto per la messa in sicurezza dell’area. A svolgere questi lavori è la Lutum, che nel vertice dell’agosto 2018 si propose come soggetto per attuare gli interventi previsti(insieme alla “Marcopolo Engineering SpA” per la gestione del biogas, alla ditta “Giuseppe Vergine” per le lavorazioni edili e di movimento terra ed alla la società “Idrovelox” per le attività di prelievo e trasporto a smaltimento del percolato).

Il sito ubicato in località Palombara, lo ricordiamo, è costituito da una discarica di rifiuti solidi urbani. Tale discarica è suddivisa in due vasche, denominate rispettivamente A e B, la prima è praticamente piena ed è in fase post gestione, mentre dalla seconda è in corso lo spostamento dei rifiuti presenti in essa. Entrambe le vasche sono impermeabilizzate con una geomembrana con polietilene ad alta densità (HDPE), sia sul fondo che sulle pareti laterali. Solo in corrispondenza della vasca A, il telo di impermeabilizzazione è posto anche sulla superficie a costituire il capping.

E sempre a proposito della bonifica, ricordiamo che lo scorso aprile la Cassazione scrisse la parola fine sulla vicenda, stabilendo che la bonifica non sarebbe dovuto avvenire a carico della vecchia società e che non ci sarebbe stato alcun risarcimento per il comune di Fragagnano. Chiudendo così una storia giudiziaria che aveva visto una prima svolta con il sequestro del sito l’11 gennaio del 2014.

Quel che accadrà adesso, sembra piuttosto scontato. Difficilmente, una volta terminate le operazioni di messa in sicurezza e di bonifica, l’autorizzazione alla riapertura non sarà concessa. Specie poi a fronte della grave crisi in cui si trova la Regione Puglia sulla gestione dei rifiuti. Certo, immaginiamo che le popolazioni locali scenderanno nuovamente in piazza per protestare contro tale ipotesi, e che forse alcune amministrazioni comunali cercheranno di opporsi a tale eventualità, ma se la storia ci ha insegnato qualcosa, il nuovo capitolo di questa annosa vicenda pare essere già stato scritto tanti anni fa. Staremo a vedere.

(leggi il nostro ultimo articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/12/28/discarica-vergine-ombre-sulla-riapertura/)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *