A cura del Dr. Alessandro Stasi (Specialista in Ortopedia e Traumatologia)
Come definire l’alluce valgo? “Si può definire l’alluce valgo come un atteggiamento dismorfico e doloroso della prima metatarso falangea da cui deriva una deviazione dell’alluce verso l’esterno. Nei casi più gravi questa alterazione può portare addirittura l’accavallamento del secondo dito sull’alluce e deformazioni a martello delle restanti dita”.
In che modo si riconosce? “La patologia si riconosce semplicemente guardando l’assetto del piede che mostrerà un arrossamento del punto di passaggio tra il piede e il primo dito con deviazione dell’alluce verso l’esterno ed arrossamento cutaneo dell’articolazione metatarso falangea accompagnato da dolore e gonfiore a volte riferiti insopportabili dal paziente”.
Si manifesta più tra gli uomini o le donne quanto influiscono le scarpe? “Le donne sono in percentuale più colpite rispetto agli uomini si parla del 40%. Per le donne diventa sia un problema funzionale in quanto ricordiamo che è una patologia dolorosa, sia estetico perché all’attaccatura tra il piede e l’alluce si forma la cosiddetta “cipolla” che altro non è che una progressiva deformazione dell’articolazione con arrossamento cutaneo, provocata dall’infiammazione cronica e dalla errata biomeccanica.
Un altro fattore scatenante è legato alle calzature strette in punta e con i tacchi alti, queste scarpe mal si adattano alle naturali forme del piede e costringono l’alluce ad una posizione innaturale a cui consegue un’ errata meccanica articolare”.
Come. Si interviene? “Si interviene in maniera chirurgica sia a livello dell’articolazione deformata e sia a livello delle altre dita che hanno subito l’effetto della deformità del primo dito e quindi si possono presentare deformate a martello o addirittura sovrapposte.
Esistono tantissime tecniche sviluppate negli anni ma tutte tendono a riposizionare il primo metatarso nella posizione corretta. Gli interventi vanno tarati sulla gravità della deformità e sulle esigenze del paziente.
Io personalmente cerco di ibridare le tecniche chirurgiche conosciute in base alla gravità della deviazione dell’alluce ma tendo a privilegiare sempre più quelle mini invasive”.
Peggiora nel tempo? E quali sono i tempi di recupero post operatori? “L’alluce valgo È una diretta conseguenza di un assetto sbagliato del piede va da sé che nn è una patologia che tende a regredire, anzi come ho già detto tende ad influenzare anche l’assetto delle restanti dita e quindi ad aggravare la sintomatologia dolorosa ad ogni passo. Una volta operato il piede avrà bisogno di una scarpa particolare e oramai le tecniche innovative chirurgiche consentono un carico immediato e quindi il paziente inizierà subito a camminare nel post operatorio, per tornare ad una vita normale salvo complicazioni a circa 40 giorni dall’intervento”.