Ricerca, formazione e sperimentazione: queste le principali traiettorie dell’accordo quadro siglato dal Politecnico di Bari con Kailia Energia e Odra Energia, le società nate dal partenariato tra Renantis (prima Falck Renewables) e BlueFloat Energy che stanno promuovendo la realizzazione di due parchi eolici marini galleggianti al largo delle coste pugliesi.
La collaborazione, di durata triennale e focalizzata nell’ambito dello sviluppo dei progetti di eolico marino galleggiante, prevede attività di ricerca volte alla progettazione, costruzione e manutenzione degli impianti oltre che alla creazione di una filiera industriale dedicata ai parchi eolici marini. Sul fronte
della formazione è prevista l’attivazione di opportunità di apprendimento avanzato, come tirocini per studenti e neolaureati, stage, supporto nelle di tesi di laurea, borse di studio e corsi specialistici. L’accordo contempla anche attività di sperimentazione di tecnologie all’avanguardia, per esempio tramite progetti pilota o la partecipazione congiunta a programmi di ricerca nazionali e internazionali.
E’ un nuovo accordo, quello con PoliBa, e si unisce a quello che l’attuale Renantis e BlueFloat Energy hanno sottoscritto nei mesi scorsi con Yilport, la società terminalista che gestisce in concessione il terminal container di Taranto. L’intesa fatta con Yilport prevede che le aree del terminal container di Taranto siano usate per l’assemblaggio e la costruzione dei parchi eolici previsti in Puglia. Attività, quest’ultima, che avverrà usando la materia prima, l’acciaio, fornita da Acciaierie d’Italia, ex Ilva, la quale in cambio riceverà energia rinnovabile per le esigenze del ciclo produttivo.
Come si ricorderà, lo scorso 5 novembre Falck Renewables e BlueFloat Energy siglarono un memorandum d’intesa con Yilport Taranto S.C.C.T. L’obiettivo è raggiungere un accordo sulle modalità di utilizzazione a titolo esclusivo di un’area del Terminal Multipurpose del Porto di Taranto, per portare avanti le attività legate alle fasi di costruzione e di operatività dei progetti di eolico marino galleggiante che le due società energetiche stanno sviluppando in partnership paritetica. L’oggetto del Memorandum è il potenziale utilizzo di un’area del Terminal Multipurpose per lo sbarco, lo stoccaggio, la costruzione e l’assemblaggio delle piattaforme galleggianti e delle turbine eoliche in banchina. Le aziende hanno costituito un gruppo di lavoro che svilupperà in dettaglio i contenuti dell’accordo definitivo per la concreta utilizzazione e valorizzazione dell’area che consentirà a Falck Renewables e BlueFloat Energy di programmare tutte le attività e a Yilport Taranto S.C.C.T di valorizzare l’operatività completa del Terminal.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/11/05/porto-futuro-con-eolico-galleggiante/)
Come annunciato dall’amministratore delegato Lucia Morselli durante l’incontro di giovedì 19 gennaio a Roma presso il ministero delle Imprese e del Made in Italy, sono quattro le potenziali traiettorie di sviluppo su cui si focalizza il tavolo tecnico: l’azienda tarantina potrà fornire acciaio e altri materiali per la costruzione delle piattaforme marine galleggianti per gli impianti eolici marini sviluppati dalla partnership paritetica che lega Falck Renewables e BlueFloat Energy. A loro volta questi impianti proporranno ad Acciaierie d’Italia la fornitura di energia rinnovabile e di idrogeno verde. Inoltre, Falck Renewables potrà supportare Acciaierie d’Italia nella realizzazione di impianti fotovoltaici su terreni ed edifici a disposizione dell’azienda all’interno e all’esterno dello stabilimento per la produzione di energia elettrica rinnovabile. La lettera d’intenti e il tavolo tecnico per una collaborazione strategica legata allo sviluppo di progetti di energie rinnovabili, vennero siglati lo scorso 25 gennaio.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2023/01/25/acciaierie-ditalia-futuro-rinnovabile-1/)
Infine, ricordiamo che al ministero della Transizione Ecologica (MiTE) e al Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità sostenibili (MiMS), lo scorso agosto è stato depositato un carteggio dello iL Studio Engineering & Consulting Studio s.r.l., in qualità di consulente tecnico, incaricato da NiceTechnology s.r.l. di redigere il progetto (che porta la firma dell’ing. Luigi Severini) preliminare per la realizzazione di un nuovo impianto per la produzione di energia da fonte rinnovabile solare tramite un sistema di conversione fotovoltaico.
Le opere prevedono l’installazione di pannelli fotovoltaici su strutture offshore ubicate in un’area marina di circa 40 ettari nella rada esterna al porto di Taranto, in adiacenza alla recente nuova opera di colmata ed al promontorio di Punta Rondinella. L’impianto, costituito da circa 72000 pannelli fotovoltaici con una potenza nominale elettrica di circa 48 MW, suddiviso elettricamente in 3 campi e in 12 sottocampi (4 per campo). La vita utile dell’impianto è limitata a circa 30 anni, al termine dei quali, nel caso non ricorrano le condizioni per un revamping, ovvero di aggiornamento tecnologico dell’impianto stesso, si provvederà alla sua dismissione e al ripristino dei luoghi. Il costo totale è previsto inizialmente in 52 milioni di euro.
Attualmente il progetto è al vaglio della Commissione Tecnica PNRR-PNIEC, che si occupa delle procedure di valutazione ambientale di competenza statale dei progetti delle opere necessarie per l’attuazione del Piano Nazionale Integrato per l’Energia e il Clima (PNIEC) e della valutazione ambientale di competenza statale dei progetti del Piano nazionale di ripresa e resilienza (PNRR) e di quelli finanziati a valere sul fondo complementare. E’ molto probabile che la commissione emetta il parere a breve visto che l’iter di analisi del progetto è terminato lo scorso 26 ottobre e da nostre informazioni dovrebbe arrivare l’ok per la realizzazione. Dunque, dopo il parco eolico near shore della Renexia e la possiible realizzazione di un altro parco eolico galleggiante, presto a Taranto, sempre nell’area del porto, potrebbe essere realizzato un parco fotovoltaico galleggiante. Staremo a vedere.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2022/11/05/a-taranto-un-parco-fotovoltaico-galleggiante3/)
Ma il parco eolico galleggiante e l’impianto fotovoltatico saranno near o off shore?
Questi piccoli progetti su carta da energia rinnovabile sono comunque positivi in un territorio da desertificazione industriale però guai ad illudersi perché mascherano la volontà conservativa e la fossilizzazione dell’attuale sistema produttivo: MITTAL per sue competenze produrrà acciaio per oltre 10 anni sempre in maniera tradizionale e quando le autorità competenti o gli organi preposti lo vieteranno per lecite infrazioni o quando il mercato renderà controproducente il sistema tutto avrà fine in maniera drammatica con un territorio devastato ecologicamente e socialmente. A questo punto la politica è chiamata a custodire ed incrementare in loco queste nuove realtà industriali e relative filiere con spirito campanilista onde evitare come sempre fughe delle stesse in altri lidi.