“Il confratello conosce bene la ‘sua’ processione. Se il confratello è anche fotografo, sa cosa osservare e quale espressione cogliere in un Uomo o in una Donna di cartapesta”.
Così accade per Luciano Manna, che per l’appunto è insieme fotografo e confratello (aggregazione nel 1988) il quale di conseguenza è avvantaggiato sugli altri professionisti del ‘clic’. Egli sente, infatti, cosa sta per succedere fra una “nazzecata” e l’altra, fra gli squilli di “Gravame” e una solenne “trucculescjiate”. Anche se nascosto dal cappuccio, intuisce le intenzioni d’ “u perdune”. Così come accadde nel 2011 quando il “troccolante” dopo la “bussata”, un istante prima di entrare in chiesa, si inginocchiò inaspettatamente baciarne la soglia. Non era mai successo. Ma Luciano Manna, quasi per un presentimento, aveva poggiato la macchina fotografica a terra per immortalare il momento.
E quella immagine campeggia sulla copertina della raccolta fotografica da lui realizzata, intitolata “Istantanei-Frammenti di una Passione”, ripubblicata da “Edit@” a grande richiesta, dopo la prima uscita nel 2014. La presentazione si è svolta venerdì sera nel salone degli specchi a Palazzo di Città, con gli interventi (oltre che dell’autore) dell’editore Domenico Sellitti, dell’assessore alla cultura Fabiano Marti e dei priori dell’Addolorata, Giancarlo Roberti, e del Carmine, Antonello Papalia. E’ stato un piacere, soprattutto per i tanti confratelli intervenuti, rivivere quei momenti nel racconto di Luciano Manna, così come solo un cataldiano doc dalla grande sensibilità come lui riesce a fare, coniugando fede e tradizione (non fanatismo, quindi), come da secoli accade in riva ai due mari nella Settimana Santa. Quel Gesù che si trascina sotto la croce racchiude il dolore di ogni uomo provato dalle vicende dell’esistenza ma mai abbattuto, nella certezza della resurrezione, come da tempo aspetta la nostra amata e martoriata Taranto.
Nel racconto delle nostre tradizioni, mai separate dalle narrazioni dei contesti storici ove nascono e si sviluppano, dal 2005 si misura la casa editrice Edit@ (ha spiegato l’editore Sellitti), con oltre venti titoli all’attivo, fra nuove uscite e riedizioni, come nel caso di “Istantanei”: un lavoro che, pur a tanti anni di distanza, non perde freschezza. C’è sempre qualcosa di nuovo da raccontare sui nostri Riti, ha detto Sellitti, anche attraverso le immagini di Manna, che ha fissato per sempre il momento storico dell’evento del prostrarsi a terra del “troccolante”.
Dal canto suo, l’assessore alla cultura Fabiano Marti si è soffermato sulla grande attesa che c’è in città per i Riti edizione 2023, dopo la ripartenza “a freddo” del 2022 per il fermo della pandemia. Quest’anno (ha continuato) i tarantini vivono più intensamente l’attesa, preparandosi con un succedersi a pieno ritmo di eventi, nel quale l’amministrazione comunale svolge un ruolo importante.
Dalle donazione delle statue dell’Addolorata e di Cristo Morto dalla famiglia Calò in poi, ha detto il priore del Carmine Antonello Papalia, le confraternite non hanno mai posto il loro diniego alla novità, purchè non intaccasse lo spirito originario dei Riti e non sfociasse nel semplice folclore. Perciò quanto accaduto col “troccolante” nel 2011 dovrà restare nel contesto delle eccezioni che confermano la regola e perciò, pur comprendendo lo stato d’animo di grande commozione del confratello, eventi del genere non dovranno più ripetersi. Su tanto ha concordato anche l’jntervento del priore dell’Addolorata, Giancarlo Roberti, il quale ha rimarcato il significato e la finalità dei nostri Riti, che rammentano la Passione e Morte di Nostro Signore, mai disgiunta dalla speranza della Resurrezione.