Uno strappo alla regola, non fa mai male ed in questo caso la tecnologia diventa azione curativa per rompere la routine della vita all’interno degli ospedali.
Questo, l’obiettivo di “Tommi” – progetto finanziato dalla Regione Puglia e da LWBP Project srl – un’esperienza di gioco in realtà virtuale, per migliorare ed alleviare la permanenza dei piccoli pazienti pediatrici all’interno della struttura ospedaliera.

L’iniziativa, sperimentata già 4 anni fa, e attiva già in 10 ospedali italiani e promossa dall’Area Socio Sanitaria di Asl Taranto in collaborazione con Stella Marina APS, parte dalla Pediatria e Oncoematologia Pediatrica del Santissima Annunziata.
Attraverso il gioco e la distrazione momentanea si cerca di ridurre o addirittura annullare il dolore fisico, lo stress e l’ansia di alcune terapie – la chemio o l’ accesso venoso per l’applicazione dei PIC che, oltre ad essere forti ed invasive, necessitano la somministrazione di oppiacei, come afferma il presidente di Stella Marina APS, Francesco Giuri: “In questo modo si lascia il bambino libero dal successivo recupero della somministrazione, restituendo anche un ricordo positivo del momento vissuto”.

Il progetto avrà una durata di 18 mesi e sarà operativo in reparto per quaranta settimane, con la formazione di operatori specializzati che seguiranno le attività sia in ospedale che a domicilio.
“L’obiettivo è avere la capacità di far evadere i piccoli pazienti da una realtà in cui si ritrovano in maniera involontaria, avranno la possibilità di scegliere e di controllare, attraverso il gioco, cosa e come vivere quel momento”, ha affermato il direttore della struttura di pediatria e oncoematologia pediatrica del Santissima Annunziata,Valerio Cecinati.

La CEO di LWBProject Federica Gruosso ha commentato che: “Il progetto TOMMI risponde a quelle che sono le necessità attuali, gli interessi relativi al tema di umanizzazione degli ospedali ed al benessere dei pazienti, quindi non solo la qualità del tempo all’interno delle strutture, ma anche gli arredi e gli ambienti. attraverso questa sperimentazione vogliamo riuscire a far vivere la terapia in maniera differente”.

Presente, attraverso il collegamento web, anche il CEO di SoftCareStudios, Valentino Megale, che ha sottolineato la grande mole di lavoro presente dietro al progetto, al fine di creare uno spazio virtuale adeguato in base alle necessità delle terapie, attraverso la creazione di giochi che permettono anche di mantenere fermo il paziente e di farlo divertire allo stesso tempo. Lavoro che non si è fermato nemmeno durante la pandemia.

“Questo progetto è l’esempio concreto che la buona collaborazione tra istituzioni pubbliche e privato può funzionare e produrre risultati innovativi a favore della comunità” dichiara Vito Gregorio Colacicco, direttore generale di Asl Taranto.

Partner dell’iniziativa anche le associazioni AIL sezione di Taranto, Fondazione ANT Italia ONLUSTaranto e Simba ODV.

La presenza di Taranto in questo progetto significa dimostrare che non siamo solamente la “malattia”, ma anche e soprattutto la cura.

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