L’Autorità di Sistema Portuale del Mar Ionio, a seguito della comparazione ed individuazione della proposta maggiormente idonea a proseguire l’iter istruttorio per il rilascio dell’Autorizzazione Unica Zes dell’area ex Soico, ha individuato la proposta della società Cantieri di Puglia srl. Che prevede un programma di attività economiche e/o investimenti nell’intera area, avente una estensione di circa 60.000 mq, con lo scopo di realizzare un nuovo ed innovativo polo della nautica nel porto di Taranto, destinato alla costruzione di scafi ed ai successivi allestimenti, nonché alle attività di refitting per yacht di medie-grandi dimensioni.
La proposta in questione ha avuto la meglio rispetto a quella presentata lo scorso dicembre dalla società TERMOCENTRO S.R.L., che aveva chiesto di poter avviare un programma di attività economiche e/o investimenti per realizzare un deposito logistico in area portuale di Taranto, per la distribuzione su scala nazionale ed internazionale di prodotti impiegati per la costruzione di acquedotti e fognature, con conseguente incremento dei traffici portuali ed avvio di attività di innovazione e ricerca per la tracciabilità dei prodotti in arrivo presso l’impianto produttivo.
La Cantieri di Puglia Srl ha chiesto una concessione di 40 anni su 61.600 mq (di questi 9.462 metri quadri risultano coperti ed in particolare 8.635 metri quadri saranno destinati ad edifici industriali e 827 metri quadri ad edifici civili) per “realizzare un cantiere navale per la costruzione ed il refitting di yacht di medio-grandi dimensioni nell’area portuale di Taranto, con conseguente incremento dei traffici portuali ed avvio di attività di innovazione e ricerca per la tracciabilità dei prodotti in arrivo presso l’impianto produttivo, (…) impegnandosi comunque a mantenere le attività in area Zes per la durata di almeno 10 anni (dieci) dopo il completamento dell’investimento oggetto delle agevolazioni, avvalendosi del regime di Zona Franca Doganale”. Il valore dell’investimento sarebbe pari a 50 milioni di euro e prevede già nel primo anno di attività l’impiego di 100 unità lavorative dirette, che dovrebbero raggiungere il tetto di 250 unità entro il terzo anno di attività. Per quanto attiene invece le attività dell’indotto, i numeri parlano di un iniziale impiego di 15 unità sino a raggiungere la soglia di 250 unità.
Ciò detto, come avvenuto in occasione della Piastra Logistica, non è del tutto chiara la struttura della società proponente. Secondo quanto riportato sui portali della società e siti specializzati, Cantieri di Puglia è una newco costituita a ottobre a Massafra. Il 60% del capitale sociale (di 100mila euro) appartiene a Sea Style Company, anch’essa società con sede legale a Massafra e con sede operative in Toscana e Friuli presso lo stabilimento di Fincantieri, che secondo quanto si legge dalle informazioni pubblicate, possiede lo stesso logo e referenze, oltre a trovarsi praticamente adiacente ala Sicmi Sea Style di Pasquale di Napoli che, “stando a quanto riportato nell’ultimo bilancio (in perdita di 10,3 milioni di euro su 12,3 di fatturato), potrebbe portare a breve a una procedura concorsuale” riportano siti di settore. Il restante 40% della Cantieri di Puglia appartiene alla Alba Holding Srl, che siti specializzati di settore identificano in un “trust regolato dal diritto sanmarinese, amministrato (come Cantieri di Puglia) da Teresa Rizzo, amministratrice fra l’altro anche di Cisa Spa, facente capo all’imprenditore del ramo rifiuti e co-editore della Gazzetta del Mezzogiorno Antonio Albanese (residente al medesimo indirizzo di Rizzo)”.
Sia come sia, con il proseguo dell’iter chiarirà meglio la natura reale degli investitori e la consistenza del progetto. Staremo a vedere.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2023/03/02/la-piastra-logistica-parlera-italo-cinese/)