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Alletti, il “tappabuchi” della Prisma Taranto

Immaginatevi un lungagnone di 207 cm piegarsi sulle ginocchia per ricevere un pallone oppure palleggiare in giro per il campo. Aimone Alletti, professione centrale della Gioiella Prisma Taranto, autodefinitosi “tappabuchi”, domenica pomeriggio ha ricoperto per la seconda volta in stagione il ruolo di martello ricevitore nel match vinto contro Padova per 3-0. Per lui 10 punti (8 su 10 in attacco per 80% di efficienza), di cui 1 a muro e 1 in battuta, 9 palloni ricevuti con 33% di positiva.

Nel febbraio 2021, causa positività al Covid dei due suoi compagni di squadra palleggiatori (Coscione e Cottarelli) si cimentò in una gara di Coppa Italia di A/2 contro Porto Viro nel ruolo di palleggiatore.

Vice capitano rossoblù, la prossima sarà per lui la quarta stagione in riva allo jonio (ha un altro anno di contratto); una sorta di seconda casa sportiva dove ha trovato fiducia da parte dell’ambiente e dove si è ritagliato il ruolo di leader silenzioso della squadra molto apprezzato dal club del presidente Bongiovanni.

E non è un caso che si sia messo a disposizione sempre dei compagni di squadra e dell’allenatore proprio per fronteggiare le emergenze (domenica ad esempio non erano disponibili tre schiacciatori: Loeppky, Andreopoulos e Stefani che di ruolo fa opposto ma all’occorrenza riceve come già accaduto quest’anno in una linea a quattro, però).

Alletti, classe 1988, è un giocatore cresciuto con il modello pallavolistico delle vecchie generazioni (dei fenomeni) dove i centrali sapevano fare tutto, anche ricevere (Gardini ad esempio, ma anche Giani, Masciarelli e Martinelli che ha vestito la maglia di Taranto nella stagione 1997-98 giocando da opposto). Un esempio per i più giovani in una pallavolo moderna che, invece, richiede una super specializzazione nei ruoli.

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