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“Quasi amici”, doppio exploit al Fusco

Il palco del Teatro Fusco di Taranto è stato protagonista di una storia – raccontata dalla brillante coppia formata da Massimo Ghini e Paolo Ruffini– di una amicizia tra due uomini diversi in tutto, per il passato vissuto ed il carattere, che trovandosi per puro caso sono stati in grado di superare i pregiudizi, combattere i limiti e cambiare le loro vite aiutandosi a vicenda.

Lo spettacolo teatrale- che per ben due sere, il 28 ed il 29 marzo, è stato sold out- è ispirato all’omonimo film francese del 2011 con la regia di Toledano e Nakache e gli attori Francois Cluzet e Omar Sy.

Il lavoro fatto da Ghini e Ruffini -che rispettivamente hanno interpretato il milionario Filippo, che dopo un incidente di parapendio è diventato tetraplegico ed il delinquente e truffatore Driss, che ha passato gli ultimi anni ad entrare ed uscire dalla galera- è stato emotivamente forte, in quanto dovevano trasmettere, coinvolgendo ogni piccola sfaccettatura delle emozioni, lo sviluppo di un legame forte e solido che è durato nel tempo.

Massimo Ghini ci ha raccontato: “Il nostro mestiere ha qualcosa di patologico, usciamo di casa per diventare un’altra persona, non siamo serial killer ma attori” ed ha continuato “quindi siamo abituati a cambiare e vivere altre dimensioni. In questo lavoro interpretare un disagio, una malattia che è qualcosa lontano da me, mi lascia sensazioni profonde di un reale vissuto e la responsabilità di lasciare un messaggio a chi guarda”.

Il contrasto che emerge durante lo spettacolo è quello tra la vita, rappresentata da Driss che non prova compassione né pietà per Filippo, ma anzi lo tratta come gli altri e a volte si stupisce delle cose basilari che non riesce a fare in quanto paralitico e la “quasi” morte di Filippo che ormai rassegnato al suo destino tende ad avere una prospettiva negativa su tutto ciò che è più vivo di lui.

Questi caratteri così diversi, inconsciamente cominciano ad influenzarsi, i personaggi migliorano e mostrano il cambiamento. Filippo diventa più sorridente e mostra un’autoironia su ciò che non può controllare, mentre Driss diventa più responsabile decidendo anche di aiutare concretamente la sorella ed il nipote a vivere più sereni.

A rendere il tutto ancora più suggestivo, oltre alla bravura degli attori, ci sono state le scenografie, con effetti speciali che davano dinamicità allo spettacolo, i giochi di luce che segnavano i momenti più profondi e le musiche che rendevano la lettura delle scene semplice e d’impatto.

Il pubblico, durante lo spettacolo ha vissuto come su delle montagne russe, passando dalla leggerezza alla riflessione con la giusta adrenalina. Lasciando la sala con quella che è la realtà dei fatti e delle difficoltà che entrambi i personaggi vivono e superano spalleggiandosi e consigliandosi.

Lo spettacolo è terminato con Ghini e Ruffini sul proscenio che davano spazio ai reali protagonisti della storia mostrando, attraverso un’immagine, come le loro vite una volta incontrate non si sono più separate.

 

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