Dopo la lettera giunta in redazione alcuni giorni fa per un clamoroso ritardo Ryanair da Brindisi a Roma, ne è pervenuta un’altra da Giovanni Brunetti, lavoratore fuori sede originario della provincia di Taranto, che ha attraversato un’epopea simile a causa di un volo con destinazione Milano Malpensa.

«Egregio Direttore, scrivo al vostro giornale in quanto non ho potuto fare a meno di notare l’articolo sul ritardo del volo Ryanair Brindisi-Roma del 27 marzo, e ci terrei a fornirvi anche la mia testimonianza.

Il giorno seguente sarei dovuto partire dall’Aeroporto del Salento con il medesimo vettore, con destinazione Milano-Malpensa. Ci tengo sin da ora a dire che il volo FR3415 del 28 marzo ci ha dato parecchio filo da torcere.

Una volta imbarcati e a porte già chiuse, il comandante ci ha comunicato che l’aereo non sarebbe potuto partire, in quanto risultava necessario l’intervento di un tecnico/ingegnere che avrebbe dovuto effettuare un controllo propedeutico al decollo. Il fantomatico tecnico che, a quanto pare, dovrebbe essere un dipendente di Aeroporti di Puglia e non della compagnia, così come affermato dal persona di bordo, non risultava reperibile nonostante le diverse chiamate. A distanza di quasi un’ora, il comandante ci ha comunicato che il tecnico non sarebbe arrivato e che avremmo dovuto procedere allo sbarco.

Ciò ha innescato un meccanismo alquanto “fantozziano”: l’ingegnere (o tecnico che dir si voglia), sarebbe dovuto arrivare da Bergamo con un altro volo Ryanair, allo scopo di dare l’okay al decollo del velivolo. Ovviamente questa figura non è mai apparsa all’arrivo del volo da Bergamo, per la felicità di noi passeggeri.

La cosa più rocambolesca di questa situazione, è che esattamente dieci minuti prima del mio volo ne era partito un altro operato sempre da Ryanair. Noi passeggeri ci siamo chiesti come avesse fatto quel volo a partire in assenza di questo tecnico…

Neanche per noi un briciolo d’informazione concreta, né da Ryanair né da Aeroporti di Puglia. A pensar male a volte si indovina, anche perché se davvero fosse mancato soltanto un tecnico non penso che avremmo accumulato cinque ore di ritardo. La beffa, nel nostro caso, oltre al buono da 4 euro con cui in aeroporto si compra a stento l’acqua e un po’ di speranza, è consistita nel completamento dell’imbarco sino a far sedere i passeggeri, per poi sbarcarli.

Mi reputo “fortunato”, perché sono arrivato a casa intorno alle 3.00 del mattino, pagando di tasca mia il taxi dall’Aeroporto di Malpensa al quartiere in cui abito a Milano, ma con noi viaggiavano un ragazzo con le stampelle che doveva operarsi alla gamba l’indomani, e un’altra persona diversamente abile su sedia a rotelle. Come si può tollerare una tale mancanza di certezza da parte delle società preposte a fornire i servizi per i quali paghiamo?

Non è una questione economica, quanto umanitaria. Anche io, come la persona che vi ha scritto per il Brindisi-Roma, chiederò il risarcimento, ma non basta. Non basta perché non è possibile che nel 2023 si debba assistere a scene di questo tipo, dove ci si sente realmente dimenticati da chi dovrebbe prendersi cura di noi in ragione della fiducia che riponiamo nella professionalità e nella competenza delle istituzioni, oltre che delle major del trasporto.

Tutto ciò tenendo sempre presente che, come nel mio caso, ci sono tante persone che accumulano un ulteriore tempo di viaggio dalla provincia di Taranto per raggiungere gli scali aeroportuali, non senza difficoltà logistiche per via della carenza di collegamenti.

I soldi torneranno indietro, ma i diritti dei viaggiatori dove sono? Questa la domanda che mi sono posto dopo aver dormito soltanto tre ore, per poi tornare puntuale a lavoro».

Fonte: Flights Stats

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