Dopo la richiesta arrivata da Fim Fiom e Uilm, l’Ilva in Amministrazione Straordinaria ha convocato un incontro con gli stessi sindacati per il 27 aprile prossimo. Al centro della discussione, che si terrà in videoconferenza, il piano di esodo per i lavoratori dell’Ilva in As come previsto dall’accordo del 6 settembre del 2018 e i cui termini di adesione si stanno approssimando. Quel piano sottoscritto cinque anni fa, infatti, prevedeva a fronte di zero esuberi, la riassunzione graduale, in base alla risalita produttiva dei Acciaierie d’Italia, dei 1600 lavoratori in As a partire dal 23 agosto 2023 e il suo completamento entro il 2025. Ma come abbiamo scritto in questi anni, restando del tutto inascoltati, il destino di questi lavoratori fu cambiato dagli accordi tra il governo Conte II e la multinazionale, nei quali venne cassata la possibilità prevista dall’accordo occupazione del settembre 2018.

Proprio stamane alcune decine di lavoratori in cassa integrazione straordinaria di Ilva in amministrazione straordinaria, hanno prima effettuato un presidio all’esterno della prefettura per poi con una loro delegazione incontrare il prefetto, Demetrio Martino, sollecitandolo a prospettare la situazione al ministero delle Imprese affinche’ convochi un incontro al più presto. Dopo di che si è deciso di andare a presidinre i due ingressi del MarTa, il Museo archeologico nazionale di Taranto in occasione dell’inaugurazione dell’esposizione definitiva, nello stesso Museo, del gruppo scultoreo del IV secolo a.C. ‘Orfeo e le sirene’, alla presenza del ministro della Cultura, Gennaro Sangiuliano e di varie autorità locali e regionali.

La protesta dei cassintegrati è stata organizzata dai sindacati Uilm e Usb, le due organizzazioni sindacali che non hanno sottoscritto (a differenza di Fim Cisl, Fiom Cgil, Ugl e Fismic) il recente accordo al ministero del Lavoro che proroga per un altro anno, sino a marzo 2024, la cassa straordinaria per 3.000 dipendenti di Acciaierie d’Italia, ex Ilva, di cui 2.500 a Taranto. Tra le ragioni della protesta, hanno spiegato Uilm e Usb, il fatto che l’accordo sulla cassa esclude ogni reinserimento al lavoro dei cassintegrati dell’amministrazione straordinaria di Ilva, previsto, invece, si sostiene, dall’intesa siglata al Mise a settembre 2018 con ArcelorMittal Italia.

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2023/04/05/ex-ilva-uilm-e-usb-al-via-mobilitazione/)

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