La Settimana Santa tarantina si apre alle ore 15 del Giovedì Santo con l’uscita dalla sagrestia del Carmine (via Giovinazzi) della “prima posta”, la coppia di confratelli, a piedi nudi, come tutte le altre, che sarà diretta alle chiese del Borgo.
Subito dopo toccherà alla cosiddetta “posta di città” che uscirà dal portone principale della chiesa, in piazza Giovanni XXIII, con destinazione la Città vecchia. L’occasione sarà propizia, come ogni anno, per l’abbraccio con quanti, amici e parenti, ritornano appositamente a Taranto, essendo costretti a vivere lontano per motivi di studio o di lavoro. Soprattutto questi ultimi non mancheranno di scattare foto-ricordo accanto ai “perdune” (purchè si sia attenti a non disturbare l’atto penitenziale) quale testimonianza della rimpatriata, magari da rivedere più in là, nei momenti di più acuta nostalgia per “Tarde nuestre”.
Tante altre coppie confratelli si succederanno nel pellegrinaggio fino a sera tardi, col nutrito capannello di “cataldiani” ad assaporare questo importante atto della tradizione. In prima fila saranno i bambini i quali, facendosi coraggio, si spingeranno a far tintinnare i ricchi medaglieri portati alla cintola dai confratelli, così da raccontarlo ai compagni di classe. E magari vantandosi della promessa del papà, compiuta l’età prevista dallo statuto, di iscriverli alla confraternita. Chissà, un giorno potrebbe toccare a loro “nazzecarsi”.
E c’è da giurarci che molte pagine di facebook mostreranno in quantità foto e filmati dei “perdune” intenti al loro incedere penitenziale o in un momento di preghiera davanti agli artistici altari della reposizione dell’Eucarestia, in un trionfo di fiori e di panneggi che non mancheranno di suscitare l’ammirazione di quanti in serata li visiteranno. I cosiddetti “sepolcri”, dove si recheranno gli incappucciati, saranno allestiti, al Borgo, nelle chiese del Carmine, San Francesco di Paola, SS.Crocifisso e San Pasquale; in Città vecchia, nelle chiese di San Giuseppe, Madonna della Salute, Santi Medici, San Domenico e basilica cattedrale San Cataldo.
Alle ore 16.30 al Carmine sarà celebrata la Messa in Coena Domini, memoriale dell’istituzione dell’Eucarestia da parte di Nostro Signore durante l’Ultima Cena; a seguire, in piazza Giovanni XXIII, la processione eucaristica con i confratelli in abito di rito. Subito dopo l’uscita delle bande per il consueto giro per le vie del Borgo, con destinazione finale piazza Giovanni XXIII. A suonare saranno i complessi ingaggiati dall’arciconfraternita del Carmine per la processione dei Misteri (”G. Paisiello” di Palagiano, “G. Chimienti” di Montemesola, “Lemma” e “Santa Cecilia”, entrambi di Taranto) che tra un “Convento” e un “Cagnottisti si contenderanno i consensi degli appassionati.
Nella basilica cattedrale di San Cataldo la Messa in Coena Domini, presieduta dall’arcivescovo mons. Filippo Santoro, si terrà alle ore 18 mentre nella chiesa di San Domenico avrà luogo alle ore 16.30; in quest’ultima alle ore 21 inizierà l’adorazione eucaristica da parte delle consorelle e alle ore 23 dei confratelli. Dopo l’uscita della “troccola” alle ore 23.30, a mezzanotte, da San Domenico, prenderà il via il pellegrinaggio della Vergine Addolorata per le strade della Città vecchia dl Borgo, accompagnata dai complessi bandistici “Santa Cecilia”, diretto dal m. Giuseppe Gregucci e “Francesco Trani” di Montemesola, diretto dal m. Beniamino Casavola. L’arrivo al Borgo della venerata immagine è previsto attorno alle ore 7 di Venerdì Santo; il rientro in San Domenico, alle ore 15. E due ore dopo, i Misteri.
I diversamente abili potranno assistere all’uscita dell’Addolorata dalla terrazza, a loro riservata, di fronte alla chiesa di San Domenico e accanto all’Istituto “Consiglio”, provvista di apposita rampa d’accesso.