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“Quando” eravamo felici senza saperlo

A cura di Alessandro Epifani – Per chi non avesse voglia di scampagnate o fosse costretto da infauste condizioni meterologiche, il cinema si rivela sempre un’ottima opzione.

Walter Veltroni, già figura apicale del fronte progressista negli Anni Novanta si cimenta, alla sua seconda regia dopo l’esordio nel 2017 (“C’è tempo”), con la narrazione cinematografica in questo film lieve e apparentemente poco pretenzioso.

Roma, Anni Duemila: Giovanni, interpretato da Neri Marcorè, si risveglia all’improvviso da un lungo coma. Era stato colpito accidentalmente da un bastone durante i funerali di Enrico Berlinguer tenutisi il 13 giugno 1984, davanti ad oltre un milione di persone.

Sono trascorsi ben 31 anni e questo diciottenne nel corpo di un cinquantenne presto deve fare i conti non tanto con i muscoli atrofizzati, quanto con una ben più lenta e spinosa “riabilitazione sociale”.  Sarà aiutato con pazienza e dedizione da una dolce e avvenente suora, interpretata da Valeria Solarino, la quale lo protegge dagli shock emotivi che, a catena, Giovanni deve metabolizzare. Il suo Partito Comunista è svanito, come pure il Muro di Berlino, per non dire di “Tangentopoli”, del web, di Capaci, dell’11 settembre e di tutti i cigni neri della Storia, dai quali negli ultimi decenni lo stato comatoso lo ha protetto. Ancora più dolorosa sarà la scoperta che la fidanzatina di quel tempo ora è una donna ben diversa e prevedibilmente già sposata.

Non vi sveliamo altri dettagli di una narrazione invero banale nella caratterizzazione e nei flashback temporali,  bensì ardita nel cercare di sollecitare questa riflessione: viviamo in un mondo migliore, oggi?

La risposta resta in sospeso perché i conti con la storia personale di Giovanni somigliano tanto ai bilanci sociali di un’epoca che nel nostro Paese e direi in tutto il mondo si è letteralmente sfarinata, facendo posto ad una sorta di “terzo Novecento” in cui i nodi del passato non si sono sciolti e forse resistono in un mondo solo in apparenza più complesso. Certo, Veltroni non colora poeticamente la scena come un Fellini o un Antonioni, né possiede l’abbacinante abilità tecnica di un Kieslowski o di un Kubrick, ma tenta di volare alto rubacchiando qua e là da quel manuale di cinematografia che è “C’era una volta in America”: se la tecnica non gli arride, tuttavia gli va dato il merito di aver stimolato pensieri più profondi di quanto ci si aspetti, tanto che all’uscita potrà capitarvi- se avete più o meno l’età del protagonista- di chiedervi se in senso lato un po’ in coma negli ultimi trent’anni siate stati anche voi.

Film “Quando”- Giudizio 3 stelle su 5

Regia di Walter Veltroni (Lumiere & Co ;Sky, 2023)

In programmazione: Cinema Savoia Taranto – Casablanca Multicinema

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