La Fondazione Cittadella della Carità chiarisce, in una nota, in merito alla notizia, ritenuta priva di fondamento, diffusa da una sigla sindacale, sul “licenziamento” di lavoratori della struttura. (https://www.corriereditaranto.it/2023/04/07/fials-cittadella-licenzia-sei-lavoratori/).
“Nessun lavoratore è stato licenziato. Si tratta esclusivamente di unità lavorative con contratto a tempo determinato. Dunque il contratto è scaduto come già da principio a conoscenza degli stessi. Non è la prima volta che in questa ed in altre strutture ci si avvale di lavoratori per sopperire ad assenze, e mantenere efficiente il livello di assistenza. Per il futuro il servizio di pulizie è stato esternalizzato, come da informativa data a tutti i sindacati convocati il mese scorso.
Assistiamo ad una deprecabile campagna di sistematica disinformazione ai danni dei lavoratori e della Cittadella della Carità. Ci chiediamo per quale/li interessi? Non certo per il bene della Fondazione. I fatti, non le notizie costruite ad arte, dicono che i lavoratori vengono retribuiti regolarmente, anzi in anticipo, non vi sono arretrati stipendiali come in precedenti gestioni, il tasso di occupazione dei posti letto e’ vicino alla saturazione, il poliambulatorio è stato dotato di nuovi mammografi digitali, nuovi densitometri, dental scanner..ecografi di ultima generazione, consegna dei referti entro le 24 h, la sala operatoria è stata ampliata e dotata di nuove attrezzature, la Rsa dotata di nuove 5 stanze …l’offerta specialistica ai poliambulatori ampliata…il livello di soddisfazione dei pazienti si è notevolmente apprezzato. Ed ancora la palestra di fisioterapia dotata di nuovi e funzionali lettini di alta gamma, nuova tecarterapia , nuova magnetoterapia… Questo per segnalare solo alcune delle cose realizzate, nonostante la difficile situazione economica ereditata dalla gestione del San Raffaele di Milano.
Siamo persuasi di essere sottoposti ad un “indecente campagna persecutoria”, e dunque assicureremo la difesa del grande lavoro del management, dei nostri medici e dei dipendenti tutti, nonché della fondazione e della sua immagine, in tutte le opportune sedi, anche quelle giudiziarie. Auspichiamo un atteggiamento costruttivo e dialogico” .