Una tazza di caffè, una fetta di pastiera contornata da ovetti di cioccolata e via con la foto da postare su Instagram. Oggi, per l’esattezza sarebbero le penultime della rassegna “Settimana Santa 2.0”, il tradizionale appuntamento religioso tarantino, che ormai da diversi anni domina anche i social network. Nei giorni scorsi le foto e le didascalie più gettonate erano dedicate alla statua dell’Addolorata, alla #Mamma di tutti i tarantini, con slogan e citazioni del tipo “Ci pensi tu a proteggere la mia Taranto?”. Ancora, ieri mattina le bacheche Facebook e Instagram erano invase dalla moltitudine di video e foto, tutte uguali ma dalle prospettive diverse, del rientro del Troccolante alla Chiesa del Carmine.

Una miriade di smartphone tesi al cielo hanno cercato di immortalare il commovente “tuzzo”, ripetuto per tre volte dal ‘perdune’ capofila della processione. Come se fosse più importante registrare l’attimo sacro, anziché viverlo. “Perché non sei rimasto a casa, visto che hai guardato tutto il momento dal telefono?” questa è una delle tante ironiche battute, catturate da un passante dopo l’applauso finale.

Natale con i tuoi, Pasqua e Pasquetta con chi vuoi

Oggi, nella domenica di #Pasqua2023, fanno largo gli auguri con i selfie del pranzo in famiglia. In queste ore è in corso la gara virtuale in cui vengono postate, sui vari profili personali, le foto delle succulenti prelibatezze culinarie pasquali servite in tavola. A fine pranzo, quando ancora ci sarà un po’ di spazio per i dolci, tutti pronti a scattare una foto all’agnello di pasta di mandorla “brutto” o meglio, mal riuscito. Chissà quanti like riceverà sulla popolare pagina di Facebook che ormai vanta oltre 113 milioni di followers, dedicata a questi poveri mostriciattoli mitologici, dalle fattezze indefinite. Domani, invece, secondo quanto riportato dal meteo, il tempo non sarebbe dei migliori (come di consueto?). Ed ecco che inevitabilmente, il popolo dei social avrà tutto il tempo per lamentarsi sulle condizioni metereologiche perennemente avverse, rimembrando l’unica Pasquetta col sole spaccapietre. Proprio quando l’unico modo per festeggiare era cuocere la carne alla brace e fotografarsi falsamente felici e contenti sui balconi o sulle terrazze condominiali (annus horribilis 2020).

Giovedì e Venerdì Santo tra fede e folklore online

Nonostante il clima pungente, i tarantini non hanno rinunciato all’immancabile appuntamento di fede e folklore. E lo testimoniano le migliaia di foto scattate nei diversi punti della città, in cui sono stati immortalati i momenti di svago tra amici o di chi ha seguito, passo dopo passo e con solenne devozione il pellegrinaggio dei perdoni e la Processione dei Misteri.

Come nel caso di Giovanni, 70 anni, confratello da quasi 50. Si commuove al pensiero che a breve scorgerà suo figlio Francesco, in pellegrinaggio insieme agli altri confratelli. “La devozione è un legame inspiegabile. – dichiara, mentre gli sorridono gli occhi – Ho partecipato a molte aste e ho portato diverse statue. È uno dei pochi appuntamenti dell’anno che riguarda solo te e cerchi di prepararti al meglio. Ora, la nostra tradizione vivrà grazie a mio figlio, con la speranza che un domani possa essere tramandata ai miei nipoti”.

Tradizioni che non conoscono età e appassionano tutti, sia adulti sia ragazzi.  Anche Davide, ventitreenne studente di lettere e giovane catechista, racconta il forte legame che nutre per i riti della Settimana Santa tarantina: “È molto importante onorare e rispettare le nostre usanze e sono contento della grande partecipazione che riscuote anche tra i miei coetanei. Purtroppo, non è sempre così durante l’anno ma spero che le parole di speranza di Don Marco possano avvicinare più ragazzi alla fede”.

I coniugi Mattea e Riccardo, 56 e 60 anni, invece, sono contrari all’eccessiva sovraesposizione mediatica degli ultimi anni delle tradizioni. “Non ci sono più i bambini di una volta – ironizzano, con nostalgia – che scappavano impauriti alla vista dei perdoni. Ci è capitato di assistere a genitori che incitano i figli a fare quante più foto possibili, per postarle immediatamente sui social network”. “Ai nostri tempi – asseriscono – se avessimo provato ad oltrepassare le transenne, i nostri genitori ci avrebbero rimproverati!”

 

Gli scatti del turista innamorato

I turisti sono facilmente riconoscibili: zaino in spalla, t-shirt a mezze maniche, sguardo curioso e telefoni puntati ovunque. Taranto, dallo sguardo dei turisti, è “instagrammabile” da qualsiasi prospettiva, soprattutto nel primo pomeriggio quando il sole è ancora caldo e risplende tra le acque cristalline del Mar Grande. “Questo è il secondo anno che torniamo a Taranto” racconta Agata, una torinese di 54 anni, arrivata in terra ionica venerdì mattina con un gruppo di amici. “È una città molto accogliente perché i tarantini sono così affabili. È proprio vero quando si dice che al Sud si respira tanto amore e calore”.

Agata, inoltre, dichiara di essere stupita dal campanilismo: “È come se foste tornati a credere nelle vostre potenzialità e questo ottimismo è percepibile. È ciò che ci voleva e credo che sia la strada giusta verso un radicale cambiamento”. Stefano, trentaseienne di Milano, racconta il pomeriggio trascorso tra passato e presente, alla riscoperta degli ipogei magnogreci e del Museo archeologico Marta. “Le guide turistiche– afferma – sono state molto esaustive e ci hanno dato la possibilità di scoprire storie gloriose e curiosità molto interessanti legate, a esempio, all’Ipogeo e al tempo di Persefone”.

L’isola antica è la prima tappa turistica, subito dopo l’arrivo al Porto. Silvia, cinquantenne torinese, ammira ammaliata la bellezza della Città Vecchia e pone anche l’attenzione sui “grandi spazi inutilizzati” o ancora da “riqualificare”. Aggiunge, riferendosi a Palazzo Archita: “Mi dispiace tornare a distanza di anni e ritrovarlo ancora nello stesso stato. Inoltre, nonostante il fermento delle festività, ricordo che nelle vie limitrofe del borgo ci fossero molti più negozi aperti”. Stefano dichiara, a malincuore, che pernotteranno a Grottaglie: “La maggior parte dei B&B nel borgo erano occupati. Buon per Taranto, è giusto che viva di turismo, tuttavia, bisognerebbe ancora lavorare sull’offerta ricettiva che è nettamente inferiore alla domanda turistica”.

Turisti a Piazza Garibaldi

#Backhome, #Tarantostotornando: la gioia dei fuorisede

Poi c’è la Taranto degli studenti fuori sede. Dei “terroni” che non vedono l’ora di tornare a casa, postando ancor prima foto e ricordi in cui mostrano orgogliosamente le proprie radici alla nuova platea di amici online, i polentoni. Per Francesco, uno studente di 22 anni, è importante partecipare ai riti della Settimana Santa perché associa questa tradizione alla “sua rinascita personale e anche della città”. “Questa tradizione – continua – è stata trasmessa da mio nonno a mio padre ed ora la custodisco con immensa gioia, inspiegabile”. Giorgia, ventitreenne studentessa di Pavia, ha finito gli ultimi esami e Giovedì Santo è tornata a Taranto. Per lei, esistono due tipi di tarantini fuori sede: “Quelli che amano la propria città, la difendono e credono nelle sue potenzialità. Poi, invece, ci sono i pessimisti di turno, convinti che i tarantini non cambieranno mai e la città sia destinata a spopolarsi”. Gorgia, che è via da tre anni, afferma con convinzione di far parte “della schiera degli ottimisti perché è consapevole, che seppur lentamente, qualcosa stia finalmente cambiando”.

One Response

  1. Ma ci sono le impalcature a palazzo archivi ci chiediamo per altri venti o trent’anni ,la città sarà ancora più sporca e il borgo antico sempre più sgarrupato,ma di cosa parliamo ,più che pessimismo è realismo ,dobbiamo cambiare gestione altrimenti il declino è sempre più dietro l’angolo . Ancora non l’avete capito ci stanno prendendo per scemi e gli riesce facile ..

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