Il gruppo turco Yilport che gestisce la società San Cataldo Container Terminal di Taranto, ha annunciato che sette nuovi trattori portuali Terberg sono stati consegnati ed entrati in servizio presso le banchine del Molo Polisettoriale al fine di supportare l’operatività del terminal che nei prossimi giorni accoglierà la linea regolare di Medkon Lines. Si tratta, come preannunciato nelle scorse settimane, di un collegamento feeder operato con navi di piccola taglia (circa 500 Teu di capacità) che metrrrà in relazione Turchia, Itlia, Spagna e Nord Africa.

“Yilport Taranto Scct ha appena aggiunto sette nuovi trattori al proprio equipment nell’ambito del piano di sviluppo finalizzato a migliorare l’operatività e il servizio offerto” si legge in una nota del gruppo turco. Aggiungendo che “questi trattori rappresentano lo stato dell’arte per le macchine portuali e consentiranno di incremenhtare l’efficienza e ridurre i tempi di turnaround in linea con gli investimenti mirati ad alimentare la crescita in tutta l’area del Mediterraneo. Siamo orgogliosi di continuare a investire sulla nostra infrastruttura per offrire il milgior servizio possibile” conclude la società turca.

(leggi il nostro articolo https://www.corriereditaranto.it/2023/03/31/il-porto-di-taranto-va-difeso-e-aiutato/)

Intanto l’Autorità Portuale di Sistema del Mar Ionio ha pubblicato i dati realitivi alle statistiche dell’operatività del porto del primo bimestre del 2023.

Lo scalo ionico, nei primi due mesi del corrente anno, ha movimentato complessivamente 2,03 milioni di tonnellate di merci, con una flessione del -5,6% sullo stesso periodo dello scorso anno. Ad eccezione delle rinfuse liquide che sono aumentate del +11,5% salendo a 511mila tonnellate, le altre tipologie di merci sono diminuite: il traffico delle rinfuse solide, con 1,03 milioni di tonnellate, ha registrato un lieve calo del -0,3%; più accentuata la riduzione dei volumi di merci convenzionali che hanno totalizzato 447mila tonnellate (-7,4%) e ancora più rilevante il decremento del traffico containerizzato che è risultato pari a 40mila tonnellate (-77,1%).

Il dato negativo totale pari al -5,6% del traffico è stato generato, leggendo le statistiche, sia dalla riduzione dei carichi all’imbarco attestatisi a 982mila tonnellate (-8,9%), sia da quella dei carichi allo sbarco, scesi del -2,4% a 1,05 milioni di tonnellate.

Ricordiamo che anche nel 2022, come ampiamente previsto, il porto di Taranto ha registrato un calo delle attività, per quanto riguarda i carichi movimentati.

Lo scorso anno lo scalo portuale ionico ha movimentato 14,6 milioni di tonnellate di merci, con una flessione del -16,9% sul 2021 ma con diminuzioni anche sul dato totale del 2020 (-7,6%) e su quello dell’anno pre-pandemia del 2019 (-19,6%). In calo sia le merci allo sbarco che sono ammontate a 8,3 milioni di tonnellate (rispettivamente -15,3%, -0,2% e -19,4%) sia quelle all’imbarco attestatesi a 6,3 milioni di tonnellate (-18,9%, 15,9% e -19,8%).

E non deve trarre in inganno il dato positivo relativo al traffico dei container (TEU): nell’intero 2022 il traffico containerizzato è stato di sole 284mila tonnellate per un +93,4% sul 2021 e +396,4% sul 2020, per una movimentazione totale pari a 29.825 teu (+151,9% e +441,1%). Il perché è presto detto: questa attività era infatti ferma dal 2014, anno in cui la compagnia taiwanese Evergreen lasciò la gestione del terminal container che gestiva astrava la Taranto Container Terminal (TCT). Ma questi dati certificano come la gestione della holding turca Yilport tramite la società San Cataldo Container Terminal (SCCT), che ha avuto in concessione per 49 anni il terminal nel 2019, non sia ancora di fatto partita. In calo anche le altre merci varie che hanno totalizzato 2,8 milioni di tonnellate (-16,7%, -11,3% e -39,4%) così come le rinfuse solide che riguardano in particolare le attività del siderurgico con 7,9 milioni di tonnellate (-11,5%, -4,2% e -13,4%) e le rinfuse liquide legate principalmente alla raffineria Eni con oltre 3,5 milioni di tonnellate (-16,6%, -17,0% e -18,3%).

La speranza, come abbiamo scritto più volte, è che il 2023 possa essere l’anno della vera ripartenza. Staremo a vedere.

(leggi tutti gli articoli sul porto https://www.corriereditaranto.it/?s=porto&submit=Go)

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