Gianni Liviano, nel pomeriggio di oggi, ha rassegnato le dimissioni da presidente della Commissione Bilancio del Comune di Taranto. La goccia che avrebbe fatto traboccare il vaso sarebbe stata la richiesta dell’ex presidente alla maggioranza di confrontarsi con le associazioni di categoria, stakeholders e sindacati, prima dell’approvazione del bilancio. Proposta che, in un primo momento, sarebbe stata condivisa dalla maggioranza e poi successivamente respinta, ritenendo poco utile procedervi a cinque giorni da un momento così importante come l’approvazione del bilancio.
La stoccata che spiega le dimissioni di Liviano è nel passaggio del comunicato in cui l’ex capogruppo del Partito Democratico in consiglio comunale afferma “che l’ascolto e la partecipazione siano valori imprescindibili e non sono certo che le amministrazioni pubbliche che si chiudono nei palazzi a blindare le loro scelte senza favorire il confronto con la cittadinanza siano nel giusto”. In sintesi questa amministrazione comunale di centro sinistra, ampiamente suffragata durante le elezioni, avrebbe pochi tratti progressisti perché poco attenta alle voci del territorio.
Le dimissioni di Liviano arrivano alla fine di una serie di episodi, tra i quali il non aver condiviso con la maggioranza la scelta di aumentare la Tari e l’eliminazione dell’agevolazione Irpef alle famiglie con un reddito inferiore a 15.000 euro.
Ancora, secondo alcune indiscrezioni da noi raccolte, dopo l’approvazione del bilancio il sindaco potrebbe considerare la possibilità di un rimpasto di governo. L’ipotesi non è remota ma lungi dall’essere vicina.
(leggi tutti gli articoli su Gianni Liviano https://www.corriereditaranto.it/?s=liviano&submit=Go)