Di Alessandro Epifani – Ci sono personaggi che, loro malgrado fanno compiere al genere umano imponenti passi in avanti. Senza essere Alexander Flaming o Neil Armstrong, talvolta la cosiddetta “gente comune” segna pagine fondamentali per un Paese.
E’ il caso dei due ragazzi, protagonisti dell’ambizioso esordio cinematografico di Beppe Fiorello, intitolato “Stranizza d’amuri”, come la canzone di Franco Battiato. La storia prende le mosse dall’omonimo romanzo di Valerio Martire del 2013, insignito del prestigioso premio Amnesty International.
Estate 1982: nell’afosa campagna siciliana vediamo una piccola comunità muoversi tra una vita semplice come poteva esserlo a quei tempi e faticosa, fatta di lavori nei campi, nelle cave di marmo, nelle botteghe.
Mentre tutto il paesino segue l’entusiasmante cammino della nazionale di calcio che culminerà con il più memorabile dei Mondiali vinti (quello di Zoff, di Conti e dello scopone con il Presidente Pertini in aereo), vediamo svilupparsi da un banale incidente tra motorini, la vertigine di quella condizione ineffabile che il sociologo Alberoni chiamava “stato nascente”.
Nasce un amore tenero e casto, ma scandaloso perché ad amarsi sono due sedicenni di indole complementare quali Gianni (Samuele Segreto, ballerino scoperto da Maria De Filippi) e Nino (Gabriele Pizzurro) che, tra tuffi nel mare siciliano e giornate scandite dal lavoro come fochisti alle fiere locali, se ne infischiano dei luoghi comuni e delle meschinità provinciali. Ne deriverà lo scandalo, lo sbeffeggio, finanche la violenza fisica, sino al tragico epilogo che il regista documenta con leggerezza, disegnando una elegia drammatica calata nella storia contemporanea.
La storia, infatti riprende un fatto di cronaca del 1980, quando un quindicenne ed un venticinquenne di Giarre vennero ritrovati uccisi a colpi d’arma da fuoco: un delitto rimasto irrisolto del quale si incolpò il tredicenne nipotino (non imputabile) di uno dei due, forse spinto all’orribile gesto dai parenti dei due “ziti” o, secondo un altra interpretazione, addirittura obbligati dalle stesse vittime, resesi conto della impossibilità del loro amore.
Un mese dopo la notizia generò un tale scalpore da spingere un giovane attivista progressista di nome Nichi Vendola a costituire con il prete di periferia Marco Bisceglie, il primo comitato gay della già esistente struttura Arci: il sacrificio di due ragazzi che avevano la sola colpa di volersi bene è stato funzionale alla costituzione di un organismo che- paradossalmente ancora oggi dopo quarant’anni- si dedica nel nostro Paese alla tutela di diritti che, laddove fosse sfuggito, sono e restano costituzionalmente garantiti.
“Stranizza d’amuri”- Giudizio 4 stelle su 5
Regia di Giuseppe Fiorello (Bim Distribuzione, 2023)
Cinema Savoia Taranto
Multisala Casablanca Taranto