Questo pomeriggio Acciaierie d’Italia, nell’incontro avuto con le sigle sindacali metalmeccaniche per un punto sulla cassa integrazione straordinaria in atto, ha comunicato lo sblocco di ordini per circa 60 milioni di euro “che, inevitabilmente, richiede una maggiore attenzione sulle problematiche in merito agli interventi di manutenzione, di logistica e ricambistica” fanno sapere dopo la riunione Fim Cisl e Fiom Cgil.
Secondo le due sigle (che hanno firmato l’accordo sulla cigs insieme all’Ugl e Fismic a differenza di Uilm e Usb), dal 27 marzo al 16 aprile, che è il periodo monitorato nel confronto di oggi, c’é stato “un primo rientro a lavoro di circa 150 unità. Tra queste sono comprese alcune unità dedicate ad attività internalizzate cosi’ come previsto dal punto 8 del verbale di accordo sottoscritto da Fim e Fiom” (quello appunto sulla cassa integrazione firmato verso la fine di marzo al ministero del Lavoro). “Riteniamo la riunione un inizio di ripresa delle relazioni industriali” aggiungono Fim e Fiom, per le quali AdI “ha confermato la disponibilità al prosieguo del percorso sia sull’internalizzazione che sulle possibili criticità inerenti le rotazioni e la gestione della cassa integrazione”.
Sempre stando alle informazioni trapelate dall’incontro odierno, si manterrebbe attorno alle 2mila unità la quota di personale diretto di Acciaierie d’Italia, che è in cassa integrazione straordinaria a Taranto. Ricordiamo che la cassa sarà per un anno in tutti i siti, eccetto Taranto dove durerà sino al 19 giugno per essere poi sostituita dalla cassa in deroga che l’azienda dovrà attivare. Rispetto ad una quota di 2.500 cassintegrati, le prime tre settimane di cassa straordinaria post accordo al ministero, vedono quindi circa 500 unità in meno rispetto al previsto.
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2023/04/19/ex-ilva-piano-industriale-in-arrivo/)