Nonostante l’imprenditoria femminile pugliese, abbia avuto un notevole impulso nell’ultimo anno di attività (+319 aziende rispetto al 2022, secondo quanto riportato da Nuovo Quotidiano di Puglia), le libere professioniste continuano a far fronte a disagi e problematiche di varia natura. Perciò Rosita Giaracuni, direttrice di Casartigiani Taranto, ha voluto porre l’accento sulle esigenze delle professioniste artigiane affette, in particolare, da malattie croniche invalidanti come l’endometriosi. Quest’ultima è una patologia benigna cronica, ossia si tratta di una malattia che presenta sintomi che non si risolvono nel tempo e ne giungono al miglioramento. I sintomi possono essere trattati, mentre la malattia invece non viene definitivamente curata. L’endometriosi è anche una patologia di natura infiammatoria ed estrogeno dipendente, che colpisce le donne in età produttiva tra i 15 e 44 anni. In Italia, circa 3 milioni di donne sono affette da endometriosi, su 176 milioni nel mondo. Purtroppo, tra l’insorgenza dei casi alla formulazione della diagnosi in media trascorrono 7-10 anni, periodo in cui per le pazienti diventa normale e abitudinale sopportare i sintomi spesso molto dolorosi. Nonostante la patologia sia molto comune, vi è ancora una limitata consapevolezza delle ripercussioni fisiche e psicologiche.

«È inammissibile – ha affermato la dirigente sindacale – che le donne colpite da malattie croniche invalidanti, come l’endometriosi, ancora oggi siano costrette a lottare per poter avere un riconoscimento legislativo e ricevere tutele economiche e lavorative. Molto spesso, a causa dei sintomi gravi le libere professioniste sono costrette a doversi assentare dal posto di lavoro. Le donne artigiane – continua Giaracuni – a differenza delle dipendenti o delle lavoratrici statali, non godono delle tutele economiche e di conseguenza non possono assentarsi dal posto di lavoro, a discapito delle proprie condizioni di salute sia fisiche sia mentali».

«Peraltro, non bisogna tralasciare – sottolinea la direttrice – la superficialità con cui certi colleghi o datori di lavoro si pongono con le colleghe affette da questi problemi: tutt’oggi ci sono ancora molti pregiudizi culturali attorno all’endometriosi e poca sensibilità, per cui le donne diventano anche protagoniste di spiacevoli comportamenti discriminatori». Per la direttrice di Casartigiani Taranto, dunque, è fondamentale investire nella formazione e sulla sensibilizzazione della patologia, sia in ambito sanitario sia in ambito scolastico. «Ad oggi, in Puglia manca un’adeguata assistenza che sia in grado di riconoscere tutti gli stadi della patologia e i programmi di prevenzione per rallentare il processo degenerativo. E chi ne va di mezzo sono proprio queste donne, che continuano a essere identificate solo come la propria malattia, nonostante siano delle lavoratrici e delle mamme, dai mille impegni e limitate dalla sofferenza fisica quotidiana».

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