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“Sono molto fiero del percorso e del cammino che abbiamo fatto insieme. Elisabetta (Zelatore) e il presidente Bongiovanni mi han fatto sentire subito parte integrante del progetto e la loro fiducia mi ha sempre motivato a dare tutto”, comincia così l’intervista con Aimone Alletti, 34 anni, l’uomo simbolo della Gioiella Prisma Taranto. Per lui la prossima sarà la quarta stagione in riva allo jonio, la terza in Superlega, come il recordman di presenze in rossoblù nel massimo campionato, Giacomo Giretto, attuale team manager della nazionale azzurra. Tra i due ci sono molte affinità dal ruolo di centrale, all’altezza (207 cm Alletti, 206 Giretto) al carattere schivo e sincero, sino alla grande professionalità, riconosciuta a tutte le latitudini.

Aimone, rispetto alle scorse due stagioni Taranto a maggio ha già una ossatura di squadra definita. Che tipo di organico sta venendo fuori dal mercato?

“Rispetto agli altri anni sicuramente la società è stata molto celere a muoversi sul mercato. È stato composto un organico che personalmente ritengo molto valido, un mix tra “veterani” del nostro campionato e giocatori di calibro internazionale ma che sono alla prima esperienza in Italia”.

Coach Mastrangelo che impressione ti ha fatto? Ci hai già parlato?

“Non lo conoscevo personalmente se non da avversario tre anni fa in A2. Ho avuto modo di conoscerlo telefonicamente e mi è sembrata una persona molto disponibile e diretta, con una gran voglia di mettersi in gioco in questa grande opportunità. Penso meritasse un’occasione dopo i grandi risultati ottenuti e sono sicuro che farà di tutto per sfruttarla”.

L’arrivo di Lanza può essere una chiave importante per la leadership del gruppo?

“Con Pippo ho avuto modo di parlare al telefono e ho sentito un ragazzo davvero motivato e convinto dal progetto. Ritengo che avere un giocatore della sua esperienza, caratura e personalità sia uno step importantissimo per tutta la società. Penso che la sua presenza sarà uno stimolo per tutti, un incentivo a dare sempre il 110%”.

E’ andato via Falaschi, di che palleggiatore ha bisogno Taranto, sia dal punto di vista tecnico che umano?

“Credo che le idee siano abbastanza chiare su quale sia il profilo giusto da seguire. Ho piena fiducia nel lavoro che sta svolgendo la società. Se poi dovesse arrivare un profilo al quale piaccia giocare molti primi tempi non sarò io di certo ad oppormi (ride, ndc).

Si punterà ad una salvezza meno sofferta la prossima stagione?

“Ormai credo che il livello della Superlega negli ultimi due anni abbia dimostrato che di meno sofferto c’è ben poco. Ogni partita sarà una battaglia, ogni partita avrà un risultato incerto e andrà affrontata al 100%. Mai come quest’anno ci son stati risultati a sorprendenti, chiedere a Perugia per intenderci. La prossima stagione sarà ancora più dura”.

Infine un ricordo bello e uno di queste tre stagioni vissute sino in rossoblù…

“Di ricordi belli ne ho tanti, dalla conquista della Superlega alla salvezza dello scorso anno. Di ricordi negativi fortunatamente non ne ho molti. Forse ripensandoci il periodo del Covid con il PalaMazzola vuoto. È sicuramente meglio ricordarlo pieno di persone entusiaste e festanti, come accaduto nell’incontro decisivo con Siena di quest’anno. Sono convinto che nella prossima stagione anche il pubblico di Taranto farà un ulteriore step. Non vedo l’ora di giocare con la spinta dei nostri tifosi”.

*foto Paolo Occhinegro

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