TARI, Puglia ancora tra le regioni più care nel 2022. Secondo lo studio condotto dalla UIL, sono addirittura due i capoluoghi di provincia pugliesi (Brindisi seconda e Taranto nona) tra le dieci città con le tariffe più alte d’Italia della tassa sui rifiuti. E, tranne Bari, in tutte le città capoluogo la Tari è aumentata rispetto al 2021. In valori assoluti, nel 2022 – illustra Ivana Veronese – il costo maggiore si registra a Pisa con 519 euro medi l’anno a famiglia; a Brindisi si versano 518 euro; a Genova 489 euro; a Benevento 481 euro; a Messina 476 euro; Catania 475 euro; a Siracusa 472 euro; ad Agrigento 471 euro; a Taranto 459 euro e a Trapani 457 euro. 
Tra il 2018 e il 2022, ovvero in 5 anni, la Tassa sui Rifiuti (TARI), è aumentata mediamente del 7,7%, mentre nell’ultimo anno, rispetto al 2021, l’aumento è stato pari allo 3,7%. Tra il 2021 e il 2022 sono 65 le città capoluogo di provincia che hanno aumentato la tassa. È quanto scaturito dallo studio del Servizio Lavoro Coesione e Territorio UIL che ha elaborato i costi in 107 città capoluogo di provincia. Il campione si riferisce ad una famiglia composta da quattro componenti con una casa di 80 mq e reddito ISEE di 25 mila euro. Nelle città in cui è in vigore la tariffa puntuale (TARIP/TARIC) si è fatto riferimento agli “svuotamenti minimi” e le tariffe sono comprensive dell’IVA 10%. La TARI è comprensiva del tributo provinciale ambientale (TEFA).
(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2023/03/24/il-consiglio-aumenta-tari-e-irpef-3/)
“Viviamo un momento storico complicatissimo – dichiara Emanuele Ronzoni, segretario nazionale organizzativo e commissario straordinario UIL Puglia – con un’inflazione altissima, i costi energetici in costante aumento e i salari e le pensioni bloccate da anni. La stangata sulla Tari è l’ennesima mazzata per tante famiglie pugliesi già in ginocchio. Costi altissimi peraltro ingiustificati se rapportati alle grandi carenze nel servizio di raccolta e trattamento dei rifiuti a cui assistiamo in tanti centri della nostra regione”. “Come in altri settori strategici – spiega Ronzoni – manca visione e programmazione. L’ultimo piano dei rifiuti non risolve affatto i problemi dello smaltimento e del trattamento dei rifiuti in Puglia, gli impianti latitano e le iniziative per incrementare la raccolta differenziata sono ancora inefficaci. E intanto il conto, salatissimo, è pagato dalle famiglie pugliesi. Anche su questo tema sarebbe importante un confronto serio con le parti sociali, invece come per altre questioni fondamentali per il territorio ci ritroviamo dinanzi al fatto compiuto: un salasso insostenibile per lavoratori e pensionati pugliesi”.
Dai dati scaturiti dallo studio, si evince che non c’è soltanto il tema dal caro bollette elettriche e del gas che pesano sui consumi delle abitazioni, ma anche il tema delle tariffe della raccolta dei rifiuti solidi urbani. Tariffe che pesano sul bilancio delle famiglie, soprattutto nel Mezzogiorno, dal momento che tra le prime dieci città dove la Tari è più alta, otto sono ubicate in quest’area del Paese. “Rimane intatto – commenta Veronese, segretaria della UIL – il tema dell’efficienza e dell’efficacia del servizio che ha bisogno di investimenti nelle infrastrutture inerenti al ciclo integrato dei rifiuti. A tal fine – conclude la Segretaria della UIL – vanno accelerati gli investimenti del PNRR e dei fondi della coesione europei e nazionali che riguardano il ciclo integrato dei rifiuti”.
(leggi tutti gli articoli sulla TARI https://www.corriereditaranto.it/?s=Tari&submit=Go)

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