Taranto più pulita è un sogno che potrebbe diventare realtà. Un futuro con territori più verdi, con la produzione di energia rinnovabile e l’abbattimento delle emissioni deve concretizzarsi.
Il Green Deal europeo, la legge sul clima e Just Transition Fund a sostegno della diversificazione economica e dell’occupazione in settori «green» per il territorio tarantino questi sono stati i principali argomenti del dibattito con Frans Timmermans, il vicepresidente esecutivo della Commissione europea, responsabile dell’azione per il clima e il Green Deal europeo, che si è svolto al teatro Fusco.
L’incontro organizzato dalla Commissione europea, in collaborazione con Europe Direct Taranto nell’ambito del Festival dello Sviluppo Sostenibile promosso ASviS (Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile), è stato mediato dalla giornalista di Sky TG24, Liliana Faccioli Pintozzi ed ha visto una attiva partecipazione da parte dei cittadini che hanno cercato, attraverso domande con toni accesi ed altre con toni moderati, dei chiarimenti ai loro dubbi.
Frans Timmermans, non ha mai nascosto il suo interesse nei confronti di Taranto, per la quale ha affermato che continuerà a combattere, anche dopo le elezioni dell’anno prossimo, la Commissione Europea resterà solidale con la città per riuscire ad attuare il cambiamento.
Il dibattito si è subito aperto con l’intervento di un giovane studente, Mattia, che ha chiesto chiarimenti su come verranno utilizzati i fondi stanziati per Taranto nel piano di sviluppo (oltre 800 milioni per la riconversione verde ed il superamento della dipendenza da fonti fossili) e Timmermans ha affermato “se guardiamo al futuro l’acciaio sarà sempre presente ed è importante che venga prodotto in Europa, quindi dobbiamo cercare di riprodurlo attraverso energia pulita, ovvero l’elettricità dell’Eolico, del Fotovoltaico e dall’idrogeno.
Avviare il progetto Hydrogen Valley, una valle d’idrogeno a Taranto è fondamentale per un futuro pieno di lavoro che coinvolga diversi operai. Una città più pulita si trasforma di conseguenza anche in un gioiello turistico che porta con sé altro lavoro e benessere”.
Sostenibilità e turismo sono fondamentali, ma non possiamo lasciare da parte il settore agricolo e quello agroalimentare, ha chiesto Riccardo ponendo l’attenzione sul cibo prodotto in laboratorio e alla sostituzione delle aziende agricole con industrie inquinanti.
Timmermans risposto: “Le vittime del cambiamento climatico sono gli agricoltori, loro sanno che il cambiamento è necessario per preservare gli alimenti agricoli. Dobbiamo ripristinare un equilibrio con l’ambiente cercare di ridurre la siccità che oggi riduce in pessime condizioni il 60% delle terre in Italia, così come l’utilizzo dei pesticidi. Abbiamo bisogno di un’alleanza con agricoltori, ma con i singoli con i lavoratori della terra e non con le aziende che esportano, per proteggerle”.
L’intervento di Raffaele Cataldi, operaio di Ilva in As e membro del comitato ‘Cittadini e Lavoratori Liberi e Pensanti’, è stato quello più acceso nel quale ha voluto mettere in luce il ‘piano Taranto’ presentato anni fa da un cartello di associazioni per la riconversione del territorio.
Timmermans non si è tirato indietro: “il passato non si può cambiare, anche se pesa forte sul collo, il green deal ed il cambiamento di cui parliamo, io sono certo che non li vedrò. Il risultato di quello che sto facendo servirà alle generazioni future, ai figli ed ai nipoti” ed ha continuato “voglio un futuro per la Puglia, per Taranto, che è anche basato sul potenziale industriale di questo Paese. L’acciaio verde è una realtà in Svezia, in Germania stanno facendo investimenti giganteschi per produrlo”
Rispondendo invece, al portavoce dell’associazione ‘Genitori Tarantini’ Massimo Castellana, ha raccontato, “la gente si deve sentire parte di questo cambiamento, solo così si potrà attuare più velocemente. La mancanza del sostegno della popolazione fa da attrito a quello che dovrebbe essere il movimento verso lo sviluppo” ed ha continuato “Io sono padre e sono nonno. Io non voglio sacrificare nemmeno un bambino per lo sviluppo economico. Le tragedie che avete vissuto qui a Taranto sono tante e per questo voglio puntare su questa città”.
Il dibattito, avvenuto nella città di Taranto, ha avuto differenti riscontri. Alcuni cittadini avranno lasciato il teatro con molti dubbi, altri con le idee più chiare, altri ancora si sono semplicemente fatti sentire liberandosi di alcuni pesi. Una cosa è certa il passo che è stato fatto, ha messo le basi per creare un rapporto di fiducia per poter iniziare il cambiamento
Timmermans ha concluso dicendo “dall’inizio del mio mandato ho parlato ogni mese di Taranto, per me è un simbolo. C’è un’opposizione falsa che vuole che si scelga tra il lavoro e l’ambiente, ma non bisogna porre fine alla produzione industriale, noi dobbiamo avere la forza di ripensare la nostra industria e non di eliminarla di renderla sostenibile”.