Dopo dieci mesi, ovvero da luglio scorso, nel siderurgico ex Ilva di Taranto è in fase di ripartenza l’altoforno 2 (le prove effettuate sino ad oggi hanno dato risposte positive). La stessa, più volte annunciata dall’azienda, era nell’aria da tempo, anche se nell’ultimo incontro avuto con i sindacati alcuni giorni fa non aveva specificato date ma solo affermato che si era al lavoro per riavviarlo al più presto. L’attività dell’altoforno 2 riporta dunque a tre gli altiforni in marcia a Taranto (oltre al 2, gli altiforni 1 e 4) e questo potrebbe portare l’azienda anche ridurre ulteriormente i numeri della cassa integrazione straordinaria, che nell’ultimo incontro sul monitoraggio della cassa ha recentemente quantificato in circa 1.850 contro i 2.500 previsti come tetto massimo. Non ci sono però al momento ancora numeri ufficiali su quanti lavoratori rientrerebbero in produzione lasciando la cassa integrazione.

Acciaierie d’Italia aveva messo in programma per quest’anno la ripartenza dell’altoforno 2, ma nella seconda parte dell’anno e per un trimestre (nella procedura di cigs era prevista nel quarto trimestre del 2023). Resta ora da vedere in che misura la rimessa in marcia di quest’impianto contribuirà eventualmente ad innalzare la produzione di Taranto che AdI ha quantificato per il 2023 in 4 milioni di tonnellate.

(leggi tutti gli articoli sull’altoforno 2 https://www.corriereditaranto.it/?s=altoforno+2&submit=Go)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *