A distanza di pochi giorni dalla ripartenza dell’altoforno 2, “stiamo riscontrando un inspiegabile aumento della cassa integrazione, sia tra gli operai che tra gli impiegati, senza che vi sia stata una comunicazione aziendale alle organizzazioni sindacali che ne spiegasse le motivazioni”. E’ quanto denunciano le Rsu di Fiom e Fim Cisl in una nota congiunta.
“Nella fattispecie ci arrivano segnalazioni da molti lavoratori di un aumento della cassa integrazione, comunicato attraverso il portale aziendale, senza che vi sia una motivazione chiara rispetto alla scelta di aumentare il numero del personale collocato in cassa integrazione – proseguono le due sigle sindacali -. Riteniamo inaccettabili non solo le modalità con cui l’azienda ha deciso di collocare il personale in cassa integrazione ma, soprattutto, per le ripercussioni che potrebbero scaturire dal punto di vista delle attività manutentive necessarie a garantire la sicurezza sul lavoro. Per tali ragioni chiediamo l’immediato ritiro dell’aumento del numero di personale collocato in cassa integrazione e la convocazione di un incontro urgente per ripristinare quanto sottoscritto in sede ministeriale sull’utilizzo dell’ammortizzatore sociale” concludono le Rsu Fim e Fiom.
Stessa denuncia arriva da Franco Rizzo Esecutivo Confederale Usb. “Tantissimi i lavoratori, dai quadri fino agli operai, che nelle ultime ore hanno ricevuto la comunicazione telefonica da parte di Acciaierie d’Italia di altra cassa integrazione. Obbligo di almeno due giorni di cassa alla settimana. Questo accade all’indomani della ripartenza di Afo 2 dopo quasi un anno di fermo. Ciò in barba agli annunci tanto roboanti quanto inconsistenti di un fantomatico rilancio. Un comportamento che si conferma schizofrenico e che restituisce un quadro desolante: centinaia di lavoratori in cassa, altri che fanno ore di straordinario con un metodo di gestione che fa acqua da tutte le parti e che non fa altro che ridurre al minimo le risorse umane all’interno della fabbrica, portata avanti con soldi pubblici. Anche questo Governo sta lasciando fare al privato e questa non è sicuramente cosa positiva – afferma il leader dell’Usb -. Deve invece assumersi delle responsabilità convocando subito le organizzazioni sindacali e definendo una serie di questioni urgentissime” conclude Rizzo.
Al momento però, non ci sono numeri ufficiali sull’incremento della cassa, né l’azienda ha incontrato o fornito informazioni alle sigle sindacali. I sindacati hanno ricostruito che gli impiegati degli staff e gli addetti alle manutenzioni sono passati, nell’arco della settimana, da un giorno a due di cassa e che nel magazzino generale per gli operai la cassa è stata aumentata a più di 2 giorni. Aumentata la cassa a capisquadra, tecnici e operai delle manutenzioni acciaierie 1 e 2 e Gestione rottami ferrosi. Cassa anche per quanto riguarda gli addetti ai servizi sicurezza, personale, amministrazione, logistica e per gli impiegati dell’area energia.
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