Tra le prescrizioni del Piano Ambientale che Acciaierie d’Italia non riuscirà ad attuare entro il prossimo 23 agosto, vi è anche la n. UA20 (Certificazione Prevenzione Incendi del DPCM 14/03/2014 confermata dal DPCM 29/09/2017). 

Durante l’ultima riunione dell’Osservatorio Ilva, il rappresentante del Gestore ing. Labile, ha fornito un aggiornamento richiesto, sulla base del cronoprogramma inviato il 22/03/2023, che va oltre il 23/08/2023 in quanto gli interventi previsti dipendono dall’esercizio degli impianti, necessitano di una progettazione esecutiva con un elevato grado di dettaglio e presentano difficoltà anche nella relativa realizzazione. Al riguardo, è stato evidenziato dall’azienda come fosse in corso di elaborazione, da parte di una società di consulenza, un documento contenente la descrizione delle misure gestionali che saranno messe in atto per garantire gli standard necessari all’esercizio in sicurezza dello stabilimento, tenendo anche conto che per quest’ultimo è stata ricevuta anche la certificazione ISO 45001 relativa al sistema di gestione per la salute e sicurezza sul lavoro (SSL).

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2023/05/10/ex-ilva-piano-ambientale-servira-verifica/)

Il dott. Fardelli della Commissione AIA, ha tenuto a precisare che gli aspetti della prescrizione n. UA20 esulano dalla specifica normativa in materia di AIA. Chiarendo poi che tale prescrizione, inserita nel DPCM 2014 e richiamata dal DPCM del 2017, prevede in particolare “l’approntamento per ogni area produttiva di fascicoli tecnici attestanti la conformità di ogni attività soggetta presente nell’area per la conseguente richiesta di rilascio della certificazione”. Pertanto, è stato chiesto al Gestore di chiarire quali fossero le aree in esercizio per le quali non si prevede l’approntamento dei fascicoli tecnici entro il 23/08/2023. 

L’ing. Labile ha confermato che, nel documento in fase di elaborazione, sarebbero state specificate le attività che afferiscono ad impianti fermi rispetto a quelle relative ad impianti in esercizio e che pertanto hanno la priorità. Impiegandosi a trasmettere entro il 30 maggio 2023 la documentazione contenente le misure gestionali messe in atto nelle aree in esercizio per le quali i fascicoli tecnici non saranno approntati entro il 23/08/2023. 

Durante la riunione dell’Osservatorio, è poi intervenuto il rappresentante del Comando Provinciale dei Vigili del Fuoco di Taranto, il comandante ing. Maiolo. Il quale ha riferito che nella nota del 27/03/2023 è stato riportato lo stato dell’arte delle attività presso il siderurgico di Taranto con riferimento sia all’aspetto relativo al rischio di incidente rilevante (RIR) (D. Lgs. n. 105/2015, recepimento Direttiva 2012/18/UE (c.d.”Seveso III”) sia all’aspetto che riguarda il certificato prevenzione incendi (CPI).

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2023/03/28/piano-ambientale-salta-il-termine-di-agosto4/)

In particolare, per quanto concerne l’aspetto RIR, riporta che il Comitato tecnico Regionale (CTR) Puglia a gennaio 2023 ha concluso, positivamente con prescrizioni, l’istruttoria del Rapporto di Sicurezza presentato dalla società ad ottobre 2022. Alcune delle prescrizioni impartite dal CTR riguardano attività oggetto della prescrizione n. UA20 (prescrizioni nn. 6 e 7 del CTR relative alle sale controllo e ai nastri trasportatori). In particolare, il Comando è in attesa di un aggiornamento da parte della società in merito a quanto prescritto per i nastri trasportatori, per i quali nel cronoprogramma trasmesso per l’Osservatorio sono stati previsti nuovi impianti antincendio entro il 31/12/2027. Precisando, quindi, che il CPI potrà essere rilasciato solo a valle sia delle attività previste nell’ambito della prevenzione del rischio di incidente rilevante sia di quelle previste ai sensi del DPR 151/2011 sulla prevenzione incendi. 

Pertanto la Commissione AIA ha ribadito la necessità che il Gestore ponga la massima attenzione sugli aspetti previsti dalla prescrizione n. UA20 e che fornisca una chiara indicazione delle tempistiche previste ed in particolare la compatibilità o meno con il termine del 23/08/2023. Pertanto, è stato chiesto al Gestore di trasmettere, entro 15 giorni dalla data della riunione dell’Osservatorio, anche al Comando provinciale dei VVF di Taranto, un aggiornamento complessivo che riguarda la prescrizione n. UA20 sia per quanto attiene la parte relativa al RIR sia per quanto riguarda la prevenzione incendi di cui al DPR 151/2011. 

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2023/05/08/ex-ilva-il-ministero-della-salute-latita/)

Lo scorso 20 aprile Acciaierie d’Italia ha inviato al ministero dell’Ambiente, all’Osservatorio Ilva, alla Commissione IPPC per l’autorizzazione integrata ambientale e al Comando provincia dei VVF di Taranto, il documento con l’aggiornamento richiesto durante la riunione dello scorso 29 marzo.

Nel documento si legge che le attività necessarie ad ottemperare alla prescrizione UA 20 del Piano Ambientale dello Stabilimento Acciaierie d’Italia di Taranto, relativa all’ottenimento del CPI, sono state definite, così come previsto dal primo punto della suddetta prescrizione, a partire dalla valutazione del rischio incendio delle differenti aree dello stabilimento. Nello specifico, in una prima fase, si è proceduto ad effettuare la valutazione del rischio incendi per tutte le aree dello stabilimento. Per tali attività sono state coinvolte cinque aziende specializzate nel settore che hanno redatto in totale 126 documenti tecnici conformi ai dettami normativi di prevenzioni incendi. A valle delle valutazioni suddette, sono state avviate le attività di progettazione esecutiva delle opere di miglioramento scaturite dalle analisi del rischio con l’interessamento di 10 società di progettazione.

Ad oggi le progettazioni ultimate sono relative al 52% della totalità delle seguenti aree: Impianto Batterie Coke, Impianto Sottoprodotti Coke, Altoforno n. 2, Altoforno n. 4, Treno di Laminazione a Caldo Nastri n. 1, Treno di Laminazione a Caldo Nastri n. 2, Treno di Laminazione a Caldo Lamiere, Impianto di Laminazione a Freddo, Impianto di Finitura Nastri n. 2, Impianto di Produzione Gas Tecnici, Sottostazioni Elettriche di Stabilimento (n. 16 edifici tecnici), Cabine elettriche d’impianto (n. 11 locali tecnici), Magazzino generale e n. 7 magazzini di zona, Edifici civili (n. 24 edifici tra iquali uffici, spogliatoi, mense), Edifici adibiti alle attività del personale in forza alla Logistica dello Stabilimento (n. 13 edifici). Per queste progettazioni si è reso necessario assegnare 55 ordini di acquisto.

Per la realizzazione dei lavori di miglioramento, anche a valle delle progettazioni eseguite, sono stati formalizzati circa 450 ordini di acquisto, necessari per la realizzazione delle opere di miglioramento. Tali interventi hanno riguardato principalmente la realizzazione delle seguenti tipologie impiantistiche: Impianti di protezione attiva idranti e relative stazioni di pompaggio, Impianti di rilevazione e allarme gas, Impianti di rilevazione e allarme incendi, Impianti di illuminazione di emergenza, Impianti di spegnimento incendi localizzati, Sistemi di vie di esodo (camminamenti e scale di emergenza), Opere di compartimentazione, Impianti di evacuazione fumi e calore, Segnaletica di emergenza.

Attualmente, sono in fase di avvio le rimanenti progettazioni esecutive, a valle delle quali sarà possibile avviare le ulteriori attività di miglioramento che saranno sviluppate in linea con il cronoprogramma.

La società precisa inoltre che “relativamente agli Impianti di protezione attiva idranti e relative stazioni di pompaggio, si precisa che gli stessi sono concepiti con l’obiettivo di proteggere ogni singola area dello stabilimento. Le stazioni di pressurizzazione sono conformi alla UNI 12845. Gli impianti di cui sopra sono stati progettati e realizzati nel rispetto dei dettami della norma UNI 10779. Tutte le attività attinenti al progetto, a partire da quelle di progettazione esecutiva fino a quella di realizzazione degli interventi, risentono della complessità degli ambienti interessati e della possibilità di eseguire determinate fasi solo con impiantinon in marcia che generano interferenze che influiscono sulle tempistiche di realizzazione, nonché del limitato numero di aziende specializzate per tali tipologie di lavori.

Da par suo, il Commissario straordinario di Ilva in Amministrazione Straordinaria, l’avv. Lupo, ha espresso l’auspicio che il Gestore possa trovare adeguate soluzioni alle criticità sollevate al fine di assicurare la continuità produttiva dello stabilimento. Precisando, tuttavia, che i Commissari straordinari hanno preso atto solo recentemente dei ritardi relativi alle varie prescrizioni, in merito ai quali hanno già espresso la massima disponibilità a trovare possibili soluzioni, facendo però salva ogni valutazione sui riverberi di tali ritardi sul rapporto di tipo privatistico con la società, in merito al quale si riservano ogni tipo di valutazione. 

(leggi l’articolo https://www.corriereditaranto.it/2023/05/16/ex-ilva-lamianto-resta-un-problema2/)

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